L’AQUILA – Festeggiamenti a Valle Pretara per i 60 anni di sacerdozio di Monsignor Luca Nardis. La comunità organizza un incontro per ricordare il lungo operato del parroco originario di Terranera che, il 29 giugno, celebrerà, insieme al suo compagno di studi e collaboratore presso la parrocchia Santa Maria Mediatrice, Don Guido Fattore.
LA NOTA COMPLETA
Il 29 giugno, alle 11:30, nella chiesetta di San Lorenzo, a Terranera, frazione di Rocca di Mezzo, Mons. Luca Nardis celebrerà una Messa di ringraziamento, insieme a don Guido Fattore e don Martino Gajda, parroco attuale di Valle Pretara, per ricordare i sessanta anni di sacerdozio, suo e di don Guido, compagno di studi e collaboratore nell’attività pastorale della parrocchia Santa Maria Mediatrice in L’Aquila.
La comunità parrocchiale di Valle Pretara e dintorni, dopo la festa patronale dell’8 giugno, si incontrerà di nuovo per festeggiare il suo Parroco Emerito.
È ormai un anno che don Luca ha lasciato il servizio nella parrocchia di S. Maria Mediatrice ma tutti lo ricordano ancora con stima ed affetto. Anche il nuovo parroco, don Martino he ha apprezzato le qualità umane, culturali e spirituali e si è fatto promotore di tutta l’organizzazione dell’evento, al quale parteciperà con la sua comunità.
Adesso don Luca vive a Terranera, dove è nato nel lontano 5 aprile del 1931. È entrato in seminario giovanissimo e lì ha fatto gli studi classici e poi il corso di teologia per accedere agli Ordini Sacri. È stato ordinato sacerdote il 28 giugno del 1954 e il 29 giugno, proprio a Terranera nella chiesa di San Lorenzo, ha celebrato la sua prima messa.
Ha conseguito i diplomi in pianoforte, organo e composizione. La musica è sempre stata una grande passione, però non la più importante della sua vita. Al primo posto nei suoi interessi c’è sempre stata la chiesa: l’edificio e i fedeli.
Quando don Luca si è insediato presso Santa Maria Mediatrice, a Valle Pretara, ormai 48 anni fa, il quartiere aveva tanti problemi di disagio. Don Luca la ha affrontati con fermezza e coraggio. Ha sempre sostenuto, anche economicamente le famiglie più povere, aiutato i ragazzi in difficoltà negli studi, tanti ricorderanno le sue lezioni di latino, greco e musica, avuto le parole di conforto per ogni tipo di sofferenza. Le sue messe, celebrate con profonda devozione, sono nel cuore di tutti. È sempre stato un uomo austero. Chi ha frequentato la sua casa parrocchiale sa che ha sempre rifiutato ogni lusso. Non ha mai avuto tempo da sprecare, nemmeno per la sua salute che ha sempre trascurato per dedicarsi alle sue attività di servizio pastorale. È stato anche professore, don Luca, per tanti anni nella scuola media Carducci i suoi alunni lo ricordano con affetto anche se era molto severo.
Il dolore più grande lo ha vissuto quando il terribile sisma del 2009 gli ha danneggiato gravemente la chiesa e disgregato la comunità parrocchiale. Ma lui, don Luca, non si è mai allontanato dal suo posto, nemmeno quando la terra scuoteva fortemente la casa parrocchiale perché, come ha lui stesso affermato “doveva restare vicino a chi era in sofferenza”. Anche la messa, in quei terribili giorni è stata celebrata sempre, nella tenda allestita nel piazzale antistante alla chiesa, dalla protezione civile, per non lasciare la gente senza il conforto della fede.
Poi il susseguirsi di malattie che non lo hanno mai fermato nel desiderio di celebrare la messa, spesso anche in grande sofferenza, fino al giorno in cui ha dovuto lasciare la sua amata parrocchia.
Ora vive a Terranera con le nipoti, la cognata e i suoi amici di sempre: i libri. Lì riceve frequentemente le visite dei suoi parrocchiani che non lo hanno mai dimenticato e lo ricordano con queste semplici parole: “Ci ha voluto bene”. Dice che si deve preparare all’ultimo incontro.
Un grande desiderio porta nel cuore: la ricostruzione della sua chiesa, delle case e del quartiere e la riaggregazione della sua comunità parrocchiale. Valle Pretare è ancora deserta e la chiesa attende che vengono completati i lavori. Il suo organo tace, in un silenzio quasi di preghiera. Forse qualcuno lassù in cielo e quaggiù sulla terra esaudirà questo suo desiderio. Lo merita.
Tutti quelli che lo hanno conosciuto come parroco e come professore sono invitati alla sua festa, il 29 giugno e alla festa di don Guido Fattore anche egli molto amato e stimato per la grande umiltà e per le doti umane e spirituali. Spesso si parla male della chiesa ma qualcuno ha detto che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. E don Luca e don Guido sono più di una foresta per i frutti spirituali che hanno prodotto.
Grazie





