L’AQUILA – “Forniremo pasti compatibilmente alle norme igienico-sanitarie sia per il trasporto che per il luogo di distribuzione”.

Lo afferma il presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) della provincia dell’Aquila, Francesco D’Ascanio, replicando all’Unione degli universitari (Udu) sulla questione dell’assenza della mensa nel nucleo industriale di Bazzano, zona dove insiste la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università dell’Aquila.

Secondo l’associazione, degli studenti la soluzione dell’assenza della mensa con la distribuzione di pasti freddi in una stanza ad hoc della facoltà “è lesiva della dignità di ogni studente di Lettere e filosofia”.

“Ricordo – ribatte D’Ascanio – che l’intesa sui pasti freddi è stata raggiunta alla presenza delle associazioni studentesche, tra cui l’Udu, e che la mensa attivata a Bazzano è stata chiusa perché i costi in relazione all’affluenza erano insostenibili”.

“Riconosco che le condizioni non sono ottimali ma stiamo facendo il massimo anche in relazione alla dislocazione didattica e alle esigenze di bilancio”, spiega.

“Comunque – conclude D’Ascanio – stiamo lavorando perché quello dei pasti freddi sia un periodo di transizione”.

LA POLEMICA DELL’UDU

“Nelle ultime settimane si sono susseguiti incontri tra i rappresentanti dell’Unione degli universitari (Udu), il preside della facoltà di Lettere e filosofia Giannino Di Tommaso e il presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) Francesco D’Ascanio, a seguito della chiusura della mensa del polo Bazzano avvenuta lo scorso 30 settembre”.

A scrivere sono Jessica Colacillo e Martina Ciafardoni dell’Udu dopo l’annuncio dell’Adsu che dal 28 novembre saranno distribuiti agli studenti pranzi al sacco.

“Gli studenti di Lettere, già fortemente provati nell’affrontare ogni giorno i disagi legati ai trasporti scarsissimi e alla totale mancanza di servizi presso il nucleo industriale, devono, da ormai due mesi, accusare anche l’assenza di un servizio mensa gestito dall’Adsu. Purtroppo l’entusiasmo per quella che sembrava essere la soluzione immediatamente praticabile per risolvere il problema, cioè l’allestimento di una sala mensa in un’aula  della Facoltà ove consumare cibi precotti e sigillati, è stato smorzato dalla recente dichiarazione di D’Ascanio che in una nota parla di ‘pranzo al sacco’ in quanto i cibi cotti non sono trasportabili”.

“L’Udu rigetta questa soluzione inaccettabile e  discriminante nei confronti degli universitari di Lettere e filosofia. È assurdo pensare che uno studente debba pranzare per mesi con un panino”.

“Chiediamo quindi che il locale mensa presso la facoltà venga allestito per fine corrente mese, come pattuito con l’ente interessato e che non ci vengano presentate soluzioni assurde come quella del pranzo al sacco”.

“Gli studenti di Lettere e filosofia non hanno alcuna intenzione di fare ulteriori sei mesi di campeggio. Chiediamo pertanto che l’Adsu e D’Ascanio si attengano a quanto concordato nei precedenti incontri e che comincino a mostrare un’interesse ed un rispetto nettamente superiori a quanto dimostrato con queste dichiarazioni lesive della dignità di ogni studente di questa facoltà”.