L’AQUILA – La Corte d’Appello dell’Aquila (presidente Armanda Servino, Alfonso Grimaldi e Gabriella Tascone giudici a latere) ha confermato l’assoluzione dall’accusa di circonvenzione di incapace, falso ideologico e concorso in falso di certificazione medica per l’aquilana Fabiana Ludovici.
La sentenza di primo grado c’era stata ad aprile 2018 da parte del giudice del Tribunale dell’Aquila Adolfo Di Zenzo.
La donna era finita alla sbarra dopo la morte del marito, il noto ingegnere Volfango Millimaggi, scomparso al termine di una lunga malattia nel luglio del 2013: il giorno prima del decesso i due convolarono a nozze e questo ha scatenato la reazione dei fratelli dell’uomo che presentarono denuncia nei confronti della Ludovici, nonostante il matrimonio arrivasse dopo una convivenza di quasi 15 anni.
Il pubblico ministero Stefano Gallo, a seguito della denuncia, aveva chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari un sequestro conservativo per circa 1,5 milioni di euro. Secondo l’accusa, infatti, il matrimonio era stato celebrato all’ultimo momento, quando l’uomo era incapace di intendere e di volere con l’unico scopo di ereditare.
Insieme alla vedova, è stata confermata l’assoluzione anche per il fratello di Millimaggi, Claudio, l’ufficiale di stato civile del Comune di Scoppito Anna Cinzia Mattei, che aveva redatto un certificato ritenuto dal pm “falso sotto il profilo ideologico” e il medico Francesco Del Signore, che aveva attestato che Volfango Millimaggi era in grado di intendere e di volere il giorno prima del matrimonio.
Le persone costituite parti civili erano Marcello, Danilo, Massimo e Iris Millimaggi, fratelli di Volfango Millimaggi.
Le parti civili sono state assistite dagli avvocati Marcello Madia e Giacomo Scicolone, Claudio Millimaggi è stato difeso da Attilio Cecchini, la Mattei da Stefano Rossi, Del Signore da Claudio Verini, la Ludovici dagli avvocati Cesidio Gualtieri e Vincenzo Calderoni, (red.)






