L’AQUILA – “La Regione con Luciano D’Alfonso e con Pierpaolo Pietrucci può fare molto per L’Aquila terremotata. E con il rafforzamento del Partito democratico dopo la vittoria alle Europee, il punto di svolta è possibile, ma nessuno dimentichi che la politica vuol dire assumersi responsabilità. Noi giovani del Pd aquilano vogliamo assumerci queste responsabilità, in vista delle Comunali del 2017”.
Questo il pensiero di Mauro Marchetti, esponente piddino e capo di Gabinetto del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sulla recente tornata elettorale che in Abruzzo ha sancito la fine dell’era di Gianni Chiodi in Regione, con il centrodestra, e l’inizio di quella di D’Alfonso nelle file del centrosinistra a fortissima trazione Pd.
Lo stesso partito di Pietrucci, entrato in Regione con 7 mila voti, quel Pietrucci che, prima di gettarsi nell’avventura regionale, da consigliere provinciale, ha ricoperto il ruolo poi affidato a Marchetti in seguito a uno strappo con Cialente, ricucito negli ultimi tempi con sullo sfondo la campagna elettorale per ‘spingere’ il candidato democrat aquilano.
“Per il nostro partito cambia completamente la prospettiva, adesso che siamo al governo regionale, con quello nazionale rinforzato grazie alla vittoria per le Europee, serve un cambio di passo”, ribadisce Marchetti in una lunga intervista video ad AbruzzoWeb.
“D’Alfonso ha tutte le carte in regola per amministrare bene – afferma Marchetti – ma questo percorso politico cambia anche la prospettiva dei giovani del Partito democratico aquilano. L’elezione di Pierpaolo rappresenta una nuova ambizione, nel senso positivo del termine. È una bella elezione anche per questo. Spero che all’appuntamento delle elezioni amministrative dell’Aquila tra 3 anni ci sia la possibilità per chi, tra i giovani del Pd ma non solo, che hanno un certo percorso politico, vuole assumersi responsabilità”.
“Spero che una nuova classe dirigente riuscirà ad affacciarsi al governo della città, è un fatto di cicli. Senza nulla togliere a Cialente, che non è affatto da rottamare, lo sta dimostrando e lo dimostrerà”, dice ancora il giovane esponente del Pd, con i rumors degli ultimi tempi che vedono il presidente della Gran Sasso Acqua Americo Di Benedetto.
Per Marchetti, il Partito democratico anche a livello nazionale “si sta dimostrando per quello che è, il partito più importante in Italia. E non si parli di nuovo berlusconismo con Matteo Renzi, la cui assenza dall’Aquila e dall’Abruzzo si è rivelata comnunque pesante, perché non è così”, nonostante alle elezioni europee, ma anche alle regionali, l’astensionismo e il voto ad altri partiti abbia toccato numeri molto alti.
“C’era bisogno di una leadership e non del leaderismo, il 40 per cento degli elettori ha scelto il Pd, caricandolo di aspettative enormi. Con un’Europa diversa, farsa più di diritti, di opportunità, non di soli steccati. Renzi, non soltanto da leader del pd, ma soprattutto da premier, ha il compito, insieme ad altri, di cambiare l’impostazione dell’Europa, spesso percepita molto lontana tranne quando doveva darci delle imposizioni”.
“L’invito a Renzi qui all’Aquila c’è stato, il fatto che non sia passato all’Aquila e in regione neanche in campagna elettorale non vuol dire che non si stia dando da fare. Lo aspettiamo per aprire una fase nuova”, conclude Marchetti.





