L’AQUILA – “Prosegue la speculazione politico-elettorale sui dipendenti del call center Inps-Inail-Equitalia”.

La denuncia arriva dal portavoce comunale di Fdi-An, Michele Malafoglia, che denuncia l’invio di sms e wathsapp ai dipendenti del contact center dall’ex presidente del consorzio Lavorabile, Venanzio Cretarola, candidato nella lista Socialisti popolari a sostegno di Americo Di Benedetto e presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila.

“Come si evince dal messaggio allegato Cretarola, in maniera alquanto spregiudicata e arrogante, scrive a persone che hanno presentato in passato il curriculum presso il contact center affermando di aver creato occupazione e posti di lavoro. Il testo, infatti, recita ‘Sono Venanzio Cretarola, candidato al Comune dei Socialisti e popolari con Di Benedetto per occuparmi della vera priorità: il lavoro. Ho già occupato 500 aquilani dopo il sisma: si può fare molto di più. Sulla mia pagina facebook saprete di più. Scrivetemi’” scrive Malafoglia.

“Chiedere voti in cambio di posti di lavoro appartiene alla più deprecabile e squallida tradizione della prima Repubblica, alla quale evidentemente Cretarola appare strenuamente ancorato – continua Malafoglia – Non spiega, però, l’ex presidente del consorzio Lavorabile che è grazie a lui che tra i dipendenti esiste una disparità di trattamento economico, alcuni dei quali inquadrati con contratto delle telecomunicazioni mentre la maggior parte, di cui molti disabili, vengono retribuiti in base al contratto delle cooperative sociali, con lo stesso trattamento economico riservato ai bagnini nonostante l’alto livello di specializzazione e le stesse mansioni svolte dai colleghi con contratto Tlc”.

“Non ricorda – dice ancora il portavoce Fdi-An – che nel call center tutti i lavoratori sono costretti a svolgere mezz’ora in più di lavoro al giorno che non è retribuita. Cretarola omette poi di ricordare come grazie al suo atteggiamento isolazionista quasi tutti i sindacati sono stati marginalizzati, eccezion fatta per quelli che chiudono un occhio, o entrambi, rispetto a queste tematiche. E non dice, infine, di aver praticamente costretto diversi dipendenti del call center a candidarsi nella lista dei Socialisti popolari, anche se da lui o dagli aspiranti consiglieri non lo sentirete mai dire. Ma è un dato di fatto come su 32 consiglieri, una gran parte siano dipendenti del contact center: molto di più di una semplice passione politica, a nostro avviso”.

“Solo qualche giorno fa la senatrice Pezzopane è stata vista a pranzo con l’attuale presidente del Consorzio e alcuni tutor ed in quella occasione non sono mancate altre fantomatiche rassicurazioni sul mantenimento della commessa in scadenza e salvaguardia dei posti di lavoro. Cretarola ed il centrosinistra – conclude Malafoglia – pensano ancora di poter comprare il voto degli aquilani con promesse da marinaio: e come i marinai gli aquilani li imbarcheranno verso una sonora sconfitta, meritata dopo anni di malgoverno e impegni non rispettati”.

CRETAROLA: “MI CALUNNIA, LO QUERELO”

“Leggo in un comunicato stampa pieno, di falsità ed estremi di reato, che tale Michele Malafoglia, candidato di Fratelli d’Italia, tenta di farsi campagna elettorale, lui sì con la più “deprecabile e squallida tradizione della prima Repubblica” alla quale io non sono mai appartenuto, cioè la calunnia”.

Così in una nota il candidato consigliere comunale dell’Aquila Venanzio Cretarola, della lista Socialisti e popolari, rispondendo al candidato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Michele Malafoglia che lo ha accusato di avere inviato messaggini di testo in cui “chiede voti in cambio di posti di lavoro”.

Un’accusa di voto di scambio rifiutata sdegnosamente da Cretarola con una nota altrettanto veemente, in cui promette ripercussioni giudiziarie.

Cretarola, comunque, ad AbruzzoWeb conferma l’effettivo invio del messaggino citato da Malafoglia e la veridicità del testo: “Sono Venanzio Cretarola, candidato al Comune dei Socialisti e popolari con Di Benedetto per occuparmi della vera priorità: il lavoro. Ho già occupato 500 aquilani dopo il sisma: si può fare molto di più. Sulla mia pagina facebook saprete di più. Scrivetemi”.

LA NOTA COMPLETA

Innanzitutto confermo e rivendico di aver contribuito a creare L’Aquila 500 posti di lavoro a tempo indeterminato, lui quanti ne ha creati?

Questo signore elenca una abnorme serie di falsità scaturite da una evidente smisurata ignoranza. Sono fiero del fatto che nell’azienda di cui sono stato promotore e primo presidente il 25 % dei dipendenti è disabile. Il trattamento normativo ed economico del personale è superiore a quello previsto dalle norme vigenti e la correttezza generale dell’azienda è stata ripetutamente confermata da tutti gli organi pubblici di controllo (Inps, ispettori del lavoro, Asl, eccetera). Si informi prima di aprire bocca.

Non esiste nessuna mezz’ora lavorata non pagata, da chi ha saputo di questa falsità?
Chieda pure ai sindacati se sono marginalizzati, giacché sanno tutti che io per primo ho promosso l’iscrizione al sindacato.

Io vado a pranzo (pagando alla romana) solo con i nostri candidati e incontro i lavoratori e i cittadini. Non so e non mi riguarda con chi va a pranzo la senatrice Pezzopane, che giustamente fa campagna elettorale per il nostro candidato sindaco e per il suo partito.

L’associazione Lavoriamo per L’Aquila ha deciso in assemblea una candidatura corale a sostegno della battaglia per l’occupazione dell’intero settore dei call center aquilani che porta avanti da mesi contribuendo al programma e alla lista dei Socialisti e popolari. Questo signore non può permettersi di offendere lavoratori e candidati con palesi calunnie che dimostrano quanto poco lui sia avvezzo alla democrazia e alla partecipazione.

Dov’era questo signore mentre noi lottavamo per l’occupazione? Questo signore fa finta di non sapere (a L’Aquila lo sanno tutti) che da diversi anni non rivesto più alcuna carica in Lavorabile e, per estrema correttezza rispetto alla mia candidatura, ho anche interrotto ogni rapporto lavorativo.

Sa questo signore che anche insinuare che il semplice fatto di ricordare (e lo sottolineo) di aver portato lavoro a L’Aquila significhi “chiedere voti in cambio di posti di lavoro”, di cui non dispongo affatto, è passibile di denuncia e per questo ho già incaricato i miei legali?

Tutta la città sa che da anni porto avanti proposte trasparenti per aumentare l’occupazione a L’Aquila, non certo a mio vantaggio. Si è mai occupato di farlo, questo signore?
Coraggio Michele, fai uno sforzo: dedichiamoci tutti solo al bene della città!

Venanzio Cretarola
Presidente associazione Lavoriamo per L’Aquila
candidato lista Socialisti e popolari per L’Aquila