L’AQUILA – Lutto nel mondo della scuola aquilana per la scomparsa della storica docente di lettere Rosella D’Eletto Colasacco.
Ha insegnato a lungo in diversi istituti superiori del capoluogo e anche alla scuola media “Mazzini”.
Le esequie ci sono state l’11 febbraio scorso nella Basilica di Collemaggio.
Tanti che hanno avuto modo di conoscerla la ricordano con grande affetto, per le sue doti umane e professionali e come una donna sempre sorridente, molto curata e con una parola buona per tutti.
“La morte della madre non è paragonabile alla morte dell’uomo che amavi: è l’anticipo della tua morte. Perché è la morte della creatura che ti ha concepito, portato dentro il ventre, regalato la vita. E la tua carne è la sua carne, il tuo sangue è il suo sangue, il tuo corpo è un’estensione del suo corpo: nell’attimo in cui muore, muore fisicamente una parte di te o il principio di te, né serve che il cordone ombelicale sia stato tagliato per separarvi”, scriveva Oriana Fallaci.
I figli Biancamaria, Ugo Maria e Anna Pacifica hanno voluto ricordare la mamma così in occasione del trigesimo, utilizzando anche le parole scritte dall’onorevole del Partio democratico Stefania Pezzopane, alunna della professoressa D’Eletto e legata alla sua figura da tanti ricordi.
“Ci sono persone che non muoiono: fra queste c’è sicuramente la mia Insegnante di Lettere della scuola media, la professoressa Rosella D’Eletto Colasacco. Sarà per quel misto di timore e rispetto che provavo per lei. Sarà perché ero una ragazzina studiosa, ma insicura. Sarà perché avevo fame di conoscenza e sete di scoprire il mondo, ma lei mi piaceva tanto, mi è sempre piaciuta anche quando la temevo, perché era impossibile non avvertire quanto fosse autorevole, senza essere mai autoritaria”, scrive la Pezzopane.
“La sua severità nasceva infatti da un’etica profonda, perché insegnare per lei non era una professione come tante, ma un’autentica missione. E non si poteva perdere né tempo, né conoscenza. Ricordo le sue lezioni e la mia paura delle interrogazioni, paura che si dissolveva, però, in quanto miracolosamente veniva fuori il meglio di me. Non solo perché mi tornavano in mente parola per parola le sue illuminanti spiegazioni, ma perché da lei avevo acquisito le modalità dell’apprendimento. Le sarò sempre grata non solo per quello che mi ha trasmesso in termini di sapere, di conoscenza, ma anche per la protezione che mi ha garantito da disvalori e cedimenti etici. A volte avverto una profonda nostalgia per quel modo di insegnare e di imparare, che rappresentava una straordinaria salvaguardia da derive morali. Grazie davvero, Professoressa mia! Grazie per sempre!”.
Alla famiglia le condoglianze da parte della redazione di AbruzzoWeb.



