L’AQUILA – È prevista per stasera, con il film Quando sei nato non puoi più nasconderti, che tocca il tema dell’integrazione etnica, la conclusione del cineforum  “Cinema e legalità”, organizzato dalla Questura dell’Aquila in collaborazione dell’Istituto cinematografico “La Lanterna Magica”, con l’intento di avvicinare i giovani al tema della legalità.

Nella ricerca di nuovi ed efficaci modi di comunicare con i giovani, la Questura di L’Aquila ha scelto di utilizzare un film incentrato sui temi principali della sicurezza, dando così il via ad un Cineforum presso l’Auditorium del Parco del Castello che ha accompagnato gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado durante tutto l’anno scolastico 2013-2014.

La Direzione Scolastica Regionale e l’Ufficio Scolastico Provinciale, grazie alla cui collaborazione è stato possibile realizzare il progetto, hanno individuato di volta in volta gli Istituti che hanno partecipato agli appuntamenti per un totale di circa 170 tra ragazzi ed insegnanti.

Il modulo ha previsto, dopo la proiezione del film, una tavola rotonda che ha ospitato illustri rappresentanti delle Istituzioni e delle testate giornalistiche coinvolti nelle varie tematiche ed anche dei testimonial che hanno raccontato le proprie esperienze di vita, con un grande impatto nell’uditorio.

Il Cineforum è partito il 25 novembre 2013, in occasione della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne con la pellicola Ti do i miei occhi, è proseguito il 25 gennaio 2014 sulla sicurezza stradale, con la proiezione  alla presenza del Capo della Polizia del film “Young Europe”, prodotto dalla Polizia di Stato. Il 27 febbraio 2014 è stata la volta del mondo degli stupefacenti e la Questura ha scelto di utilizzare “Sbirri”, nato sulla base del docufilm “Cocaina” girato con poliziotti veri in servizio alla Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Milano. Nell’appuntamento del 31 marzo 2014 si è parlato di criminalità organizzata attraverso la pellicola “Fortapasc” e oggi 6 maggio il Cineforum si concluderà.

E’ risultata molto efficace l’idea di parlare di legalità ai ragazzi in un modo diverso e in un luogo simbolico, come quello di un auditorium ubicato nel centro storico, luogo di aggregazione di cui desiderano riappropriarsi: il linguaggio delle immagini è stato infatti in grado di raggiungere le loro menti passando attraverso la via delle emozioni.