L’AQUILA – L’ex assessore comunale dell’Aquila Ermanno Lisi è stato assolto anche dall’accusa di falso.
Insieme a Riccardo Catena e Mario Cianfrini fu rinviato a giudizio con l’accusa di aver formato, in concorso morale, una falsa dichiarazione, depositata al Comune nel marzo 2010, per lottizzare abusivamente a scopo edilizio tre appezzamenti di terreno.
Il giudice unico, però, ha condannato il solo Catena a sei mesi di reclusione (con i benefìci di legge) mentre Lisi e Cianfrini sono stati assolti con ampia formula.
La vicenda nasceva dalla volontà della famiglia Catena di edificare tre manufatti provvisori per esigenze abitative, nonostante non fosse più residente all’Aquila alla data del sisma.
Così, con l’aiuto dell’ex assessore Lisi, avrebbero, stando all’accusa “dichiarato, contrariamente al vero, di risiedere a Coppito, al fine di precostituirsi valido titolo per la realizzazione dei lavori edili a Preturo”.
Lisi e Cianfrini sono stati assistito dagli avvocati Francesco e Antonio Valentini e Carlo Benedetti.
La vicenda diede vita due filoni processuali, il primo dei quali si concluse a novembre 2014, anche in quel caso con l’assoluzione di Lisi. Insieme a lui, ad essere assolti dall’accusa di abuso edilizio furono Riccardo e Alberto Catena e Pio Ciccone.





