L’AQUILA – “Dietro le critiche a quanto sta facendo il Comune dell’Aquila per contrastare la povertà, c’è molta campagna elettorale. Non pretendo il plebiscito, ma non ammetto neanche che si mistifichi un lavoro complesso e che porta risultati concreti”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb Emanuela Di Giovambattista, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, in risposta ad alcune polemiche seguite, anche via social, all’annuncio per il 2016 dell’erogazione di un bonus una tantum, con un budget da 300 mila euro, che si aggiunge alle altre misure in campo per contrastare la povertà nel capoluogo di regione abruzzese terremotato – con 5 mila nuovi poveri – per un importo complessivo di un milione di euro.
“La nostra amministrazione – dice l’assessore – si è dimostrata virtuosa ed è riuscita a mettere in campo fondi propri. Non potevamo mettere la testa sotto la sabbia, non lo abbiamo fatto. Ci troviamo di fronte a una situazione fatta di storie diverse, di singoli, di famiglie anche numerose, di persone con problemi psichici, che ha richiesto una pianificazione e una programmazione complessa ma alla fine efficace”.
“Ecco perché è inaccettabile ricevere critiche che non entrano nel merito del nostro lavoro – lamenta Di Giovambattista -. Un conto sono le critiche costruttive, un conto sono quelle che hanno solo motivazioni di antipatia politica, specie in vista delle elezioni comunali del prossimo anno”.
“Purtroppo – commenta poi l’assessore – come Comune non abbiamo competenze sul lavoro, che dovrebbe essere alla base, non solo all’Aquila, della soluzione di tante crisi sia singole che familiari. Ecco perché ci siamo concentrati sui servizi, diversificati, che possono dare respiro a tante persone, specie a quelle difficilmente ricollocabili, per problemi di varia natura, nel mondo del lavoro”.
“Tra l’altro – conclude – nel 2004, alla sperimentazione del reddito minimo, L’Aquila si stimava che avesse circa 3 mila poveri. In dieci anni, l’aumento non è stato clamoroso. Sono le condizioni generali ad essere cambiate, ma questo è un discorso che ormai riguarda l’Italia intera, quindi in primis il governo nazionale”. r.s.




