L’AQUILA – Manca più di un anno alle elezioni comunali dell’Aquila, previste nella primavera del 2022 e nel centrosinistra già sono cominciate le manovre di posizionamento e spuntano fuori i primi possibili candidati. Importante capire però cosa intenderanno fare due pezzi da novanta rimasti per ora silenti e ai margini, come Massimo Cialente, 68enne, ex sindaco per due legislature del capoluogo abruzzese ed ex parlamentare, colonna per anni del Pd aquilano che però due anni fa si è allontanato dal partito, e il dem Giovanni Lolli, 70 anni, ex parlamentare e sottosegretario, vice presidente della Giunta regionale che poi è diventato presidente vicario quando Luciano D’Alfonso nell’ultimo scampolo della passata legislatura ha lasciato la presidenza della Regione ed è andato a Roma a fare il senatore. Voci all’interno del partito sussurrano l’ipotesi che anche loro potrebbero essere della partita.
Per usare una metafora, che ben si attaglia a questi mesi di lockdown e vita domestica forzata, i due però attendono alla finestra, e giocano a carte, ben coperte. Magari in attesa di una chiamata.
Non è affatto detto, insomma, che appoggeranno l’eventuale corsa di Stefania Pezzopane, ex assessore e consigliere regionale, presidente della Provincia dell’Aquila, senatrice e ora deputata del Pd. Terza componente assieme a Lolli e Cialente, vuole la vulgata forse un po’ datata, della mitica “triade” che ha dominato per decenni il centrosinistra aquilano.
Corre anzi voce che in particolare a Lolli non veda bene la discesa in campo di Pezzopane, troppo esposta all’accusa di essere il “vecchio” e il “già visto”, con il rischio di regalare ancora una volta la vittoria al centrodestra, che seppure diviso al suo interno, in particolare per lo scontro logorante tra la Lega e il sindaco di Fratelli d’Italia, il 46enne Pierluigi Biondi. E soprattutto davanti alla minaccia, per il centrosinistra, di una discesa in campo del consigliere regionale 52enne di Legnini presidente, Americo Di Benedetto, che tenta la rivincita con una sua coalizione moderata e centrista, dopo la sconfitta alle elezioni del 2017 contro Biondi, in un centrosinistra spaccato dopo le primarie vinte da Di Benedetto contro l’ora consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci, 44 anni, altro nome pesante che potrebbe accarezzare l’idea di candidarsi, anche se pare miri piuttosto al parlamento.
Lolli, va ricordato, non si è candidato alle regionali del 2019 assicurando che da quel momento in poi si sarebbe dedicato alla sua passione, le passeggiate in montagna.
In tanti ora implorano un suo ritorno a valle, nell’agone politico, con la convinzione che possa essere l’unico ad indurre Di Benedetto a fare un passo indietro, a poter compattare una coalizione ampia, che possa abbracciare anche il Movimento 5 stelle, anche se in città è poca cosa.
Lolli, va detto, non è propriamente un politico di “primo pelo”, ma in compenso è in disparte da un paio d’anni, e la sua potrebbe essere una proposta presentata come innovativa e competente, in una città dove non ha mai ricoperto incarichi di vertici al Comune.
Indizio a favore di questa ipotesi è che Lolli ha già incontrato Di Benedetto, per indurlo a fare un passo indietro, o comunque a non porre in essere iniziative destinate a spaccare il fronte che dovrà contrapporsi al centrodestra.
All’incontro ha partecipato anche Giovanni Legnini, candidato presidente del centrosinistra che ha lasciato l’Emiciclo una volta divenuto commissario straordinario della ricostruzione post-sisma 2016, con la cui lista Di Benedetto è stato eletto.
Del resto seppure sottotraccia e nel più basso profilo possibile, a muoversi all’interno del Pd e del centrosinistra, c’è chi non vuole la candidatura di Pezzopane. Come già riferito da Abruzzoweb, l’11 marzo, per dirne una, è stata presentata “Bottega futuro”, un laboratorio di idee che raccoglie varie personalità della società civile, del mondo delle professioni e dell’università. Con l’obiettivo, queste le indiscrezioni, di appoggiare a tempo debito la candidatura del capogruppo del Partito democratico in Comune, il 44enne Stefano Palumbo, in consiglio dal 2012. Fa parte di Bottega futuro anche la 64enne Paola Inverardi, ex rettrice dell’Università dell’Aquila. Si è fatto anche il suo nome come possibile candidata “d’area”, ma la diretta interessata avrebbe declinato l’invito.
C’è poi Massimo Cialente, sindaco dal 2007 al 2017, il primo cittadino dunque del post-terremoto del 6 aprile 2009, ovvero negli anni più drammatici e difficili della storia recente dell’Aquila.
In molti nell’elettorato del centrosinistra lo rimpiangono, arrivando a definirlo il miglior sindaco che la città abbia mai avuto.
Non potendo superare il limite del suo secondo mandato con una terza ricandidatura in Comune, Cialente ha sostenuto nel 2017 la candidatura alle primarie di Pietrucci, ricucendo lo strappo dopo che l’ora consigliere regionale, nel 2013, è stato buttato fuori da Cialente dalla sua segreteria, revocandogli l’incarico di capo gabinetto. Primarie poi come detto malamente perse da Pietrucci contro Di Benedetto.
Alle elezioni politiche del 2018 Cialente è stato in corsa per il Senato, nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra, in quota partito Democratico, ma a spuntarla è stato l’ex ministro delle Riforme costituzionali, il docente napoletano Gaetano Quagliariello, ora responsabile enti locali di Cambiamo, il partito fondato dal governatore della Liguria, Giovanni Toti.
Cialente è stato poi responsabile Sanità per il Pd, ma ad ottobre 2019 ha annunciato la propria fuoriuscita dal partito rimettendo la delega, e dichiarando di avere intenzione di continuare a fare militanza nella società civile in campo progressista. Dunque anche Cialente potrebbe proporsi tra un anno come figura di esperienza e autorevole oltre gli schieramenti dei partiti, capace da fare da enzima in un quadro politico già frastagliato e conflittuale.
Paradossalmente la figura che servirebbe, a detta della stessa Pezzopane, che in una intervista ad Abruzzoweb ha spiegato che “occorre, giovane o meno giovane, una proposta forte, capace di unire tutto il centrosinistra, di andare anche oltre il suo perimetro, coinvolgendo le associazioni, i mondi sociali e le attività produttive. Il nome del candidato potrà arrivare solo dopo questo percorso”. E potrebbe però non essere quello di Stefania Pezzopane.






