L’AQUILA – Sorge proprio nel cuore del centro storico la nuova sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, inaugurata questa mattina in via dell’Arcivescovado 8, proprio dietro le vecchie poste di piazza Duomo.

È uno dei pochissimi uffici operativi del centro, realizzato con uno stile moderno che cozza fortemente con i puntellamenti e la desolazione che il terremoto ha lasciato. La sede è stata attivata un anno fa, ma solo da oggi sarà operativa al 100%.

I DETTAGLI DEL PROGETTO

Frutto di un accordo di programma tra ministero dell’Istruzione e Regione Abruzzo, approvato e finanziato nel 2011, sperimentazione pilota della durata di 3 anni, il progetto è stato avviato nel 2012. Vede coinvolti 25 ricercatori: 10 già occupati da anni e 15 neo assunti che si dedicheranno alle indagini, al geomagnetismo e alla fisica dell’atmosfera.

Si faranno varie attività: seminari per la popolazione, incontri tecnici e workshop internazionali. Il progetto intende porsi come punto di riferimento per cittadini e istituzioni e, grazie al supporto del Miur, della Regione, di altri enti, creare le basi per un “laboratorio permanente”, per un centro di eccellenza internazionale.

Una considerazione a margine della presentazione è arrivata anche sulla discussa sentenza del processo alla commissione Grandi rischi, condannata nella sua composizione del 2009 per aver dato false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio sismico che ha poi portato alla scossa del 6 aprile 2009 nella riunione di cinque giorni prima.

Il presidente ha ammesso che tutto l’istituto si è sentito “fortemente turbato, conosco tutti i componenti della commissione e ritengo si sia trattato di un evento che ha generato concause irripetibili – ha concluso – in cui stranamente una riunione è stata tenuta a porte aperte, probabilmente in mancanza della completa serenità di valutare le situazioni”.

“Stiamo lavorando per far partire questo aggregato e vincere la sfida” ha esordito orgoglioso Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila che spiega come la sede dell’Ingv  “rientra in un progetto condiviso per rendere L’Aquila simbolo di qualità con importanti strutture di ricerca”.

GRESTA: ”UNA SEDE MODERNA SIMBOLICAMENTE IN CENTRO”

“È da un anno che il progetto è stato attivato insieme al reclutamento dei giovani che si occupano del progetto Abruzzo – ha dichiarato il presidente dell’Ingv Stefano Gresta –  abbiamo voluto offrire una sistemazione in loco. La scelta è stata anche simbolica, con una sede moderna in cui si può lavorare bene, per contribuire anche alla rinascita della città”.

Il progetto che si sta sviluppando è un piano di ricerca che conduce “indagini geologiche sulle faglie – ha spiegato il presidente – sulle sorgenti che generano terremoti in Abruzzo, e come gli effetti locali sul terreno amplificano la percezione del sisma”.

Il presidente Gresta ha spiegato nel corso del convegno come è nata l’idea del progetto: “Subito dopo il 6 aprile 2009 abbiamo capito che la nostra presenza sul territorio, ove già il Forte spagnolo ospitava strumentazione tecnologicamente avanzata appartenente alla rete sismica nazionale, alla rete mediterranea a banda larga MedNet e alla rete magnetica mondiale Intermagnet, con una sede moderna all’Aquila e con un progetto per migliorare le conoscenze geologiche e geofisiche della regione sarebbe stata importante sia dal punto di vista scientifico che simbolico”.

“Non è un caso – ha evidenziato – che la sede l’abbiamo voluta nel centro storico del capoluogo abruzzese”.

Gresta ha poi sottolineato l’esigenza di continuità nel tempo dell’iniziativa: “La nostra volontà con gli enti locali e il Miur è trovare risorse e spunti affinché diventi un progetto con una durata ben definita”.

“L’Italia è un Paese sismico. Con il terremoto si può e si deve convivere, lo si può fare in sicurezza, acquisendo come cittadini, la consapevolezza di questo; la parte di chi ha la gestione di questo deve operare in termini di prevenzione”.

Questa l’opinione di Gresta sui terremoti non molto prima che avvenisse la scossa di magnitudo 5.2 nel Nord Italia.

“Tra gli obiettivi dell’Ingv c’è non solo quello di fare ricerca ma anche di essere aperti alla divulgazione, al contatto con la gente – ha detto – per poter contribuire assieme alla protezione civile, a quello che è un accrescimento del senso di responsabilità delle persone”.

CHIODI: ”SEDE INGV L’AQUILA UTILE PER TUTTA L’ITALIA”

“Qui ci saranno giovani ricercatori e credo sia un tassello importante del puzzle che disegna la nostra città”, conclude.

Per il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, “è stata la realizzazione di un lavoro che abbiamo fortemente voluto, insieme al Gran Sasso Science Institute che rafforza il tessuto e le prospettive regionali”.

“Dobbiamo puntare sulla vere eccellenze che rafforzeranno le attenzioni sul territorio – ha concluso Chiodi – e servirà per non far dimenticare che l’Abruzzo è una regione altamente sismica”.

“Dopo aver scoperto che il territorio aquilano è uno dei più esposti al rischio sismico e per decenni non è mai stato adeguato in tal senso, mi riferisco alle tipologie di costruzione e ai luoghi in cui si è edificato, il fatto che l’Ingv ritenga che L’Aquila debba avere un’attenzione particolare per lo studio della microzonazione sismica, e debba essere sede di indagini ad alta risoluzione per la stima della pericolosità nelle aree colpite dal terremoto del 2009, è utile anche per il resto del territorio nazionale”.

Lo ha dichiarato Chiodi in apertura dei lavori del convegno “Progetto Abruzzo dell’Ingv”, che si è svolto all’Aquila nella nuova sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in via dell’Arcivescovado, nel cuore della città, dietro piazza Duomo.

“Si tratta di un’iniziativa di alto valore scientifico a breve e medio termine, che rafforza le prospettive aquilane e regionali – ha proseguito il presidente – che associo a un’altra grande iniziativa, quella rappresentata dal Gran Sasso Science Institute, investimenti a medio e lungo termine sulla ricerca e la conoscenza che assicurano risultati di eccellenza alla comunità”.

Chiodi ha poi sottolineato l’alta capacità scientifica dell’Ingv. “Puntare sulla ricerca scientifica – ha proseguito – rafforza il rango, le prospettive, l’attenzione sul nostro territorio e assicura il progresso economico e sociale”.

“Diventiamo sempre di più una società post-industriale ove solo la conoscenza e l’alta specializzazione possono confermarci prosperità economica nel futuro”.

PICUTI: ”L’INGV CI HA AIUTATO A SCOPRIRE LA VERITA”’

“Con l’Ingv che come noi rappresenta lo Stato, quindi si lavora con lo stesso spirito, c’è collaborazione, anzi, nei processi che abbiamo fatto per il terremoto i dati scientifici che ci ha fornito hanno contribuito all’accertamento dei fatti e della verità”.

Così il sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila Fabio Picuti a margine dell’inaugurazione all’Aquila della sede distaccata dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che si trova nel cuore del centro storico che ancora porta i segni del tragico terremoto del 6 aprile 2009.

Picuti è il pubblico ministero dell’inchiesta che ha portato alla condanna in primo grado a sei anni di reclusione dei sette componenti della commissione Grandi rischi, tra cui lo stesso ex presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, che si riunì il 31 marzo 2009, cinque giorni prima della devastante che causò la morte di 309 persone.

L’accusa è di aver fornito false rassicurazioni alla popolazione aquilana alle prese da mesi con lo sciame sismico, il che non fece prendere le precauzioni solite ai cittadini, tra cui quella di lasciare le abitazioni dopo una forte scossa.

Nel sottolineare la gratitudine nei confronti dell’Ingv, Picuti ha spiegato che la presenza dell’istituto all’Aquila è “un segnale di ripresa e un’occasione di avanzamento culturale in un territorio ancora martoriato, d’altra parte informazione e cultura sono l’unico baluardo”.