L’AQUILA – Impacchi con solventi e polpa di carta per ripulire dalle scritte e dai segni del tempo le storiche nicchiette della scalinata di San Bernardino.
Il Popolo delle carriole è tornato per la terza domenica a prendersi cura di uno dei monumenti più importanti della città. E se il numero dei partecipanti agli incontri domenicali sembra diminuire di settimana in settimana, i rappresentati del movimento cittadino non sono preoccupati: “Stamattina siamo una quarantina – dice Anna Colasacco – Ma siamo riusciti comunque a lanciare un segnale importante”.
Le mani esperte dell’aquilana Valeria De Simone, restauratrice di beni culturali, diplomata all’Istituto per la conservazione e il restauro (Icr) di Roma, hanno riportato alla luce il colore originario di un “tassello” della pietra di una delle edicole davanti alla basilica di San Bernardino.
Per estendere il lavoro a tutte le nicchie, tuttavia, ci vorrà tempo. “È un’opera complicata – dice la restauratrice – Una sola persona potrebbe riuscire a ripulire una delle edicole in dieci giorni”.
Il Popolo delle carriole non ha chiesto autorizzazione alla Soprintendenza prima di mettersi a lavoro (“ci sarebbe voluto troppo tempo” spiegano gli organizzatori), ma vuole comunque fare le cose sul serio, per restituire alla città uno dei luoghi della sua storia.
“Quella della pulitura è solo una fase del restauro – continua la De Simone – Bisognerà dedicarsi poi soprattutto al ripristino statico e strutturale. Le nicchiette hanno subito grandi dissesti. Una, in particolare, è a rischio crollo imminente. La maggior parte presenta distacchi della pietra ed è ricoperta da scritte realizzate con inchiostri e vernici diversi che si sovrappongono”.
Per questo è stato necessario fare più prove sulla pietra per verificare quale dei solventi riesca ad agire con più efficacia.
Nei prossimi giorni sarà realizzato un progetto con tanto di preventivo di spesa e di tempi di lavoro per la pulizia completa del monumento.
“Abbiamo fatto un appello alle imprese della città che stanno lavorando alla ricostruzione – spiega Antonio Di Giandomenico – Chiediamo che ogni ditta adotti una nicchietta. Secondo una prima stima sarebbero necessari almeno 100 mila euro per i lavori. Un costo che, come Popolo delle carriole, non possiamo autofinanziare”.
Intanto, già si fanno i programmi per la prossima domenica. “Oggi siamo in pochi – dice la Colasacco – Questo è un lavoro duro. Per la prossima domenica stiamo ancora discutendo sul da farsi. Alcuni di noi vogliono entrare nella ‘zona rossa’, altri preferirebbero restare sempre in centro, ma in zone più facilmente accessibili. Per quanto riguarda San Bernardino abbiamo intenzione di portare a termine il lavoro. Sono già stati raccolti dei fondi grazie al giornale L’Unità e alle donazioni private”.



