L’AQUILA – “Non c’è nessun mistero, nessuna nebbia fitta, l’iter per l’insediamento a al’ex polo elettronico del’aquila dell’Accord Phoenix va avanti”.

Replica così il vicepresidente della Giunta regionale abruzzese e assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli ai sindacati, in particolare a Gino Mattuccilli della Fim-Cisl, preoccupati per la vicenda dell’Accord Phoenix, azienda di smaltimento di rifiuti elettronici che dovrebbe insediarsi nel polo industriale dell’ex Italtel dell’Aquila. 

Condizione dell’insediamento che porterebbe 190 posti di lavoro, la fideiussione che la Deutsche Bank deve emettere a garanzia dell’investimento promesso dall’azienda di proprietà dell’imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar.

E senza la quale Invitalia, l’Agenzia del ministero dell’Economia e delle Finanze, non può sbloccare il finanziamento pubblico di 12 milioni di euro, attinti dai fondi della delibera Cipe 135 destinata delle attività produttive del cratere sismico.

“Ho notizia – assicura Lolli – che l’azienda sta procedendo nella direzione che Invitalia ha indicato, la pratica è complessa, ma siamo fiduciosi che possa concludersi in breve tempo”.

Lolli sottolinea che “bisogna sentirsi rassicurati dall’atteggiamento rigoroso e pignolo che Invitalia sta tenendo. Ci sono ingenti finanziamenti pubblici in ballo che non vanno sprecati, e i requisiti che vengono richiesti alla società sono la garanzia che il progetto industriale sarà solido e duraturo”.