L’AQUILA – Potrebbe essere dovuto alla riorganizzazione del ministero dei Beni culturali, che ha comportato l’istituzione della Sovrintendenza unica per il “cratere” sismico con conseguente rimescolamento di competenze e personale, il ritardo nei lavori di ristrutturazione post-terremoto del Forte spagnolo cinquecentesco dell’Aquila.

Secondo alcune indiscrezioni, infatti, anche il passaggio di competenze dalla Sovrintendenza al Segretariato avrebbe comportato delle lungaggini.

A sette anni e mezzo dal terremoto, di fatto, i lavori procedono a rilento e sui dettagli del restauro del “Castello” regna il più stretto riserbo da parte degli uffici che tutelano i Beni culturali, tanto da far temere che, quando il monumento verrà restituito alla città, magari saranno passati vent’anni dal 6 aprile. Tutto ciò nel silenzio assordante di tutte le istituzioni.

Eppure nel caso in cui si parla di una maxi commessa pubblica da 33 milioni di euro, portati a 24 con il ribasso di gara, la trasparenza dovrebbe essere la parola d’ordine.

Fonti sindacali, intanto, ammettono i ritardi e temono che quello del passaggio di consegne da un ufficio a un altro sia, tuttavia, un’alibi. Visto che, è il ragionamento che fanno, il Mibact vive momenti di stasi.

Restano ignoti, comunque, i dettagli del cronoprogramma, visto che né la sovrintendente unica, Alessandra Vittorini, né il segretario regionale, Stefano Gizzi, a cui sarebbe affidata la gestione dei lavori del Forte, si sono resi disponibili a fornire delucidazioni.

“Auspichiamo che presto venga restituito alla città e riaperto il Museo nazionale d’Abruzzo”, si limita a dire l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che ricorda come il castello sia “un immobile di proprietà del Mibact, finanziato e gestito da loro”, a differenza di altri monumenti per i quali, grazie a una convenzione stipulata dal Comune la Soprintendenza, funge da stazione appaltante pur non essendone proprietaria.

“Con la Soprintendenza abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, stanno portando avanti molte opere – aggiunge l’assessore – Fulgido è l’esempio della cinta muraria, che era abbandonata e oggi è un gioiello”.

I LAVORI

I lavori del Castello sono suddivisi in tre stralci, ognuno da 630 giorni, il tempo contrattuale era di 9 anni ma sempre con l’appalto si è ridotto a 6, con ogni tranche che durerà 630 giorni.

Il primo stralcio riguarda la zona Sud-Est, dove si trova il ponte di ingresso, e dove sarebbe in forte ritardo l’ultimazione dei lavori da 3 milioni affidati alla Associazione temporanea di imprese (Ati) Solaspe Srl-Baglioni Srl che si è aggiudicata una prima selezione nel 2013.

Tanto che, secondo quanto si apprende, l’associazione temporanea di imprese che comprende Sac dell’imprenditore Emiliano Cerasi, Secap, De Cesare e Costruzioni Iannini, che ha firmato il contratto nel maggio scorso, ancora non riesce a subentrare alla Solaspe per occuparsi di impianti e finiture.

Sempre secondo quanto appreso, non ci sarebbe neanche troppa sollecitudine visto che ci sarebbero pochi operai al lavoro, e la Soprintendenza si trincera nel silenzio come se si trattasse di un lavoro privato.

Nei primi 2 anni di lavoro era previsto che si sarebbe messa mano alla zona Sud Ovest, quella verso il chiosco del bar La Fenice, interessata da consolidamento strutturale, sia orizzontale che verticale, con miglioramento sismico, iniezioni di resine, rifacimento delle coperture, cioè tutti i tetti, restauro lapideo di tutto il fronte dalla sommità al fossato e gli impianti.

Lavorazioni simili a quelle del secondo e terzo lotto che riguarderanno, rispettivamente, le zone Nord-Est e Nord-Ovest. Oltre ai lavori veri e propri, nell’ultima sono previste anche la sistemazione esterna e la riqualificazione del parco.

Del terzo lotto fa parte anche la ricostruzione dell’auditorium interno al Forte, che era in uso alla società dei concerti “Barattelli” e il bar nelle vicinanze.

Non sarà oggetto di questi lavori il fossato che, è stato più volte evidenziato, potrebbe costituire un’area verde ulteriore da sfruttare per manifestazioni culturali, sportive e sociali.