L’AQUILA – “Se si vuole deviare o eliminare il traffico veicolare per restituire un centro antico dell’Aquila ‘car free’, la ricostruzione del ponte di Belvedere potrebbe essere inutile”.
A lanciare l’idea in un’intervista ai microfoni di AbruzzoWeb è l’architetto Luca Carosi dello studio Casarchitettura, che parte da questo spunto per sollecitare “un’idea complessiva dell’Aquila del futuro più precisa di quella percepita dai cittadini oggi”.
Su Belvedere Carosi ricorda che “il viadotto aveva il compito di chiudere un percorso allora periferico rispetto al centro antico e poi superato da un anello concentrico che segue un tragitto più ampio rispetto a quello che aveva prima”.
Ecco perché “la gerarchia di trasporto di minore importanza che viene assegnata a questa viabilità forse ne consentirebbe un utilizzo diverso, si potrebbe fare a meno del viadotto”, insomma abbatterlo. Un interrogativo che per Carosi “l’amministrazione comunale si è posta ma ha liquidato frettolosamente”.
Sul ponte lo scorso febbraio sono stati annunciati lavori entro 6 mesi con la volontà politica dell’amministrazione che sembra quella di procedere alla ricostruzione. Sul posto si sperimenta anche una tecnica innovativa per capire lo stato di salute attraverso il rumore delle strutture messe sotto carico.
A partire da questo caso, ma anche da altri, come “il terrapieno ottocentesco di via Roma, è storicizzato ma è il caso di ripensarlo e di eliminarlo”, Carosi chiede al Comune capoluogo “un atteggiamento più risoluto perché L’Aquila del 2019 sarà diversa da quella del 2009, spetta a noi farla diventare migliore di com’era”.
In tal senso, conclude, “la revisione del piano regolatore generale potrebbe assumere un ruolo importante”. (alb.or.)






