L’AQUILA – Sono passati pochi giorni
dalla cerimonia di intitolazione di un’aula dell’Università degli Studi all’indimenticabile professor Luciano Onori.
Una cerimonia tutta dentro il mondo universitario, quasi a testimoniare un percorso di Luciano univoco, a senso unico.
Più di qualcuno ha cercato di ricordare i suoi innumerevoli interessi, ma essi apparivano accessori messi lì quasi per caso, anche se certamente con il cuore.
In verità Gianfranco ne ha sottolineati alcuni che ne hanno costituito l’elemento strutturale della sua vita.
Una vita feconda e in prima linea per sostenere le giuste rivendicazioni di soggetti sociali che nel corso del tempo mai avevano avuto riconoscenza nella propria dignità umana politica e sociale.
Egli svolse il ruolo di medico mettendo a disposizione il proprio sapere affinché gli operai del cementificio Sacci di Cagnano e gli stessi edili avessero e prendessero coscienza di come la fabbrica o gli altri posti di lavoro contenessero forti elementi di nocività e di aggressione per la salute dei lavoratori stessi.
Esperienza di un certo spessore che portò Luciano a rinnovare quel momento di indagine sociale scientifica e medica al nucleo industriale della Montedison di Bussi e di altre fabbriche abruzzesi.
Quel metodo della medicina del lavoro a quel momento di avanguardia gli suggeri di applicarlo, certo con altri paradigmi nel mondo degli studenti di alcune Università e Facoltà scientifiche.
Mai separò il suo sapere dalle sue intime convinzioni politiche.
Convinzioni che forse gli sono costate in termini di carriera, agiatezza, di un vivere tranquillo, ma questo era l’uomo, questo era il momento storico in cui a fronte di una sensibilità storica, essa ti portava ad azioni concrete su piano della militanza sociale. In sostanza questa è stata la prima repubblica.
Quel periodo è stato essenziale anche per L’Aquila.
Ha permesso alla città di uscire da un isolamento e da un grigiore altrimenti eterni.
Fu artefice di un fermento culturale e politico, ma anche della nascita e della strutturazione di una sanità pubblica e gratuita e di qualità per tutti.
Questo ci permette di misurare quella esperienza storica, pur con tutte le sue contraddizioni, con le difficoltà, le paure, le miserie e in generale e il tracollo della nostra sanità con al centro l’ospedale “San Salvatore”, per cui occorre riflettere sempre di più sulla nostra storia.
Viva Luciano Onori!
* storico esponente aquilano della sinistra di classe e promotore, insieme a Tina Massimini, Liduina Cordisco e Roberto Santilli, del Comitato Popolare per la difesa del Sistema Sanitario Nazionale nato recentemente all’Aquila.





