L’AQUILA – Nell’ultimo anno l’Arcidiocesi dell’Aquila ha abbattuto di circa il 50% il proprio debito di circa 6 milioni di euro con fornitori, personale e altro, esploso dopo il sisma del 6 aprile 2009, grazie ad anticipazioni dell’8 per mille da parte della Conferenza episcopale italiana (Cei) che verranno restituite a rate con detrazioni del contributo annuale.
A renderlo noto l’arcivescovo metropolita del capoluogo, monsignor Giuseppe Petrocchi, rispondendo a una domanda nel corso del tradizionale incontro con la stampa in occasione della celebrazione del santo patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales.
“La prima cosa fatta è stata rendere rigoroso, documentato e trasparente l’apparato amministrativo – ha detto il presule. – Poi abbiamo fatto fronte, in parte e con gradualità, ai debiti che c’erano, usufruendo di anticipi della Cei della quota dell’8 per mille, possibile in situazione di particolare urgenza”.
Petrocchi ha quindi svelato che “c’è un piano per programmare un rientro annuale attraverso una parcellizzazione: ci verrà ridotto per diversi anni l’importo che ci viene versato per spuntare gli anticipi. Tutte le cifre sono chiare al centesimo di euro”.
L’arcivescovo ha comunque aggiunto che “questo non vuol dire che siamo fuori dall’emergenza. Le parrocchie soffrono ancora da molti anni l’effetto devastante del sisma – ha ricordato -. Ben 226 chiese sono danneggiate, rase al suolo o gravemente lesionate, comunque non agibili, e 91 case canoniche sono inutilizzabili. È un patrimonio perché costruito nel segno di una bellezza che rimanesse e quindi va recuperato”.
In tema di ricostruzione, Petrocchi ha anche annunciato una schiarita sull’inizio dei lavori al complesso della Cattedrale di San Massimo, complesso del valore di 45 milioni di euro complessivi, di proprietà in parte pubblica e in parte privata, la cui partenza è rimandata da anni per contenziosi tra enti e poca chiarezza nelle norme, mentre l’interno dell’edificio sacro marcisce essendo anche privo di copertura provvisoria.
“Ho lavorato molto in due anni anche se non sempre in modo visibile perché i contatti richiedono discrezione e gradualità – ha premesso Petrocchi – Ho incontrato i ministri Delrio e Franceschini, l’ex sottosegretario Legnini e l’attuale De Micheli, i parlamentari e tutti gli enti locali. Speriamo di vedere nell’arco del 2016 l’inizio dei lavori all’Episcopio (sede della Curia, ndr) e a un primo lotto del Duomo: il lavoro invisibile comincia a germogliare”.



