L’AQUILA – Stop ai progetti per la costruzione di un villaggio per i giovani a Bagno, frazione dell’Aquila, e per la costituzione di una Fondazione ad hoc per gestire i fondi per la realizzazione e utilizzo dei 2,5 milioni del ministero della Gioventù per iniziative destinate ai ragazzi diffusi sul territorio.
È quanto emerso nella riunione di ieri a cui hanno preso parte l’assessore regionale alla Cultura Paolo Gatti, il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis e l’assessore alle Politiche culturali del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane.
Aprire le scuole di pomeriggio per attività culturali e ricreative e ristrutturare due edifici in centro storico rappresentano, secondo quest’ultima, il modo migliore per andare incontro alle esigenze dei ragazzi.
I fondi, stanziati dopo il sisma del 6 aprile 2009 dal ministro Giorgia Meloni, sono già disponibili ma inutilizzati per via degli ostacoli e dei problemi incontrati dalla Regione nella costituzione della fondazione che avrebbe dovuto chiamarsi “Giovani per l’Abruzzo onlus”, e che avrebbe coordinato le attività per la costruzione del villaggio per i ragazzi.
“L’orientamento dell’amministrazione – dichiara la Pezzopane – comunale è quello di abbandonare la logica di una città transitoria e di concentrarsi su progetti e iniziative definitive. Per questo abbiamo avanzato due proposte”.
“La prima – spiega l’assessore – è denominata ‘Scuole aperte’ e prevede l’utilizzo di fondi per tenere scuole aperte il pomeriggio e la sera per creare una sorta di villaggio ‘diffuso’, tenendo aperti gli istituti oltre l’orario scolastico per attività culturali, sociali, riunioni, cinema e teatro. La proposta dell’amministrazione è completa, e può prevedere il coinvolgimento dei precari della scuola, associazioni culturali. L’utilizzo dei plessi, come i Musp, rappresenta un’opportunità immediata, mentre il villaggio dei giovani, oltre a essere a lunga scadenza, si sarebbe articolato in una serie di casette di legno, in un’area, tra l’altro (quella di Bagno, nei pressi dell’ex aeroporto), a rischio esondazione dell’Aterno”.
Secondo la Pezzopane, “con 500mila euro si potrebbe garantire una progettualità per almeno due anni”.
I restanti due milioni, invece, secondo l’ipotesi avanzata dall’amministrazione comunale che si incontrerà nuovamente con la Regione il prossimo 25 gennaio, dovrebbero essere spesi per la ristrutturazione di due plessi in centro storico, sempre da adibire ad attività socio-culturali per i giovani.
“Si tratta dell’ex Ipab nei pressi di piazza Palazzo – aggiunge Pezzopane – e l’ex asilo nido in viale Duca degli Abruzzi. In questo modo andremmo ad investire in strutture già esistenti, puntando alla ristrutturazione di edifici che saranno dedicati alla cultura giovanile, mentre per l’immediato si utilizzerebbero le scuole negli orari pomeridiani e serali. Per tenerle aperte, comunque, occorrono dei fondi e quelli del Ministero sarebbero decisamente utili”.
In questo modo, oltre a recuperare due plessi storici della città, verrebbe riconquistata un’altra porzione di centro storico.
“Con i soldi va data risposta immediata e non con strutture transitorie. I giovani stanno riavvicinandosi al centro: prima dal viale della Croce rossa, poi si sono spostati più su nella zona della Fontana Luminosa e del ‘Boss’ (locale tra i più in voga tra i ragazzi, ndr). Le manifestazioni natalizie nel tendone di piazza Duomo hanno dimostrato la grande voglia di tornare in centro dei giovani e il compito dell’Amministrazione è ‘innaffiare’ questa voglia di vita, non di costruire altre strutture temporanee”.
Scompare, infine, l’idea della fondazione Giovani per l’Abruzzo onlus, al posto della quale la Pezzopane propone degli accordi di programma più snelli tra gli enti protagonisti.
“È tramontata l’ipotesi della fondazione Giovani per l’Abruzzo. Il Comune ha detto che di non essere d’accordo a creare un Ente inutile, con tanto di comitato scientifico e consiglio d’amministrazione per la gestione dei fondi. Abbiamo proposto di stilare degli accordi di programma tra Regione, Comune e Ufficio scolastico regionale e con il Provveditorato alle opere pubbliche per le ristrutturazioni degli edifici”.





