L’AQUILA – Approda in procura il caso della stalla a cielo aperto nella frazione aquilana di Onna, un inferno degli animali in pieno centro storico e a pochissimi metri dal paese divenuto simbolo del sisma del 6 aprile 2009. Uno stazzo dove una dozzina di cavalli versa in condizioni di estrema sporcizia e abbandono ormai da anni.

A confermare ad AbruzzoWeb la trasmissione degli atti ai pm con l’apertura di un’inchiesta è il comandante della polizia Municipale dell’Aquila, Eugenio Vendrame, che specifica: “Abbiamo fatto notizia di reato in procura per inadempienza all’ordinanza dell’Ufficio ambiente del Comune che stabiliva l’immediato allontanamento degli animali”.

“L’ordinanza ci fu dopo il nostro primo sopralluogo, eseguito congiuntamente con la Asl, l’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente (Arta) e la Polizia Provinciale, quando constatammo che la stalla non rispettava assolutamente la distanza minima dal centro abitato”, spiega ancora il comandante.

“Siamo stati abbastanza elastici con i tempi e siamo tornati sul posto con la Asl e la polizia Provinciale per un secondo sopralluogo, alcuni mesi dopo – precisa il tenente Patrizia Galassi  che si è occupata personalmente del caso – Dopo aver constatato che gli animali non erano stati spostati e che quindi il provvedimento non era stato rispettato, abbiamo trasmesso la notizia di reato in procura e ora è tutto in mano al procuratore”.

Oltre alla minima distanza dal centro abitato, la stalla si trova infatti a meno di 5 metri dal villaggio donato dal Trentino dopo il terremoto del 2009, restano ancora irrisolti i gravi problemi legati al maltrattamento degli animali che giacciono da anni in un letto di sterco e liquami, senza alcun ricovero che li ripari dal freddo e dalle piogge, né del danno ambientale che ne consegue.

“L’aria è malsana e d’estate il cattivo odore diventa insopportabile – aveva commentato ad AbruzzoWeb Fabrizio Pica Alfieri, il proprietario del terreno dato in comodato d’uso ai proprietari dei cavalli – Il tanfo porta insetti di ogni tipo. Inoltre, vicino alla stalla, c’è un asilo e i poveri bambini sono costretti a respirare quest’aria”.

Dopo numerosi esposti  indirizzati alle autorità pubbliche per la tutela dell’ambiente come Arta, Asl, Comune dell’Aquila, Forestale, Provincia, Carabinieri e Procura, Pica Alfieri è tutt’oggi in attesa che gli agricoltori gli restituiscano l’appezzamento che detengono da quasi quattro anni.