L’AQUILA – Sei milioni e mezzo di euro.
Questa la cifra richiesta dal Comune e i beni separati di Collebrincioni per l’incendio che nell’estate del 2007 devastò il bosco aquilano di San Giuliano.
Come riporta il quotidiano Il Messaggero, si è aperto il processo a 13 persone per quel rogo, che sarebbe stato causato da lavori in corso sul viadotto della A24 tra San Sisto e Pettino.
La prima udienza si è aperta con un rinvio per questioni tecniche. L’avvocato che rappresenta il Comune, Antonio Orsini, ha chiesto un risarcimento che comprende anche i danni all’immagine e i costi sostenuti per l’intervento di spegnimento, di circa 5 milioni di euro in totale.
Gli avvocati Lorenzo Cappa e Dario D’Alessandro rappresentanti dei Beni separati di Collebrincioni hanno richiesto un milione e 400 mila euro.
A tutti gli imputati è contestato il reato di incendio boschivo.
A processo, il responsabile legale della ditta ‘Toto’, che aveva in appalto i lavori per la sistemazione del tratto di asfalto da cui si generò l’incendio, Alfonso Toto di Chieti; Italo Paolo Giuseppe Trinchini di San Benedetto dei Marsi (L’Aquila), Francesco Mongiardini di Roma e Alessandro Trudu di Pianella (Pescara) in qualità di committenti dalla società ‘Strada dei parchi’, rispettivamente nelle vesti di coordinatore della sicurezza, responsabile del procedimento dei lavori e coordinatore della progettazione; Walter Rapposelli di Chieti, direttore tecnico del cantiere; Giuseppe Squadrone di Paglieta (Chieti); Domenico D’Eramo di Rocca di Mezzo (L’Aquila) e Giuseppe Ferrante di Popoli (Pescara), dipendenti della Toto spa; Gabriele Franciosi di Barisciano (L’Aquila), Ad della ditta ‘Gm’ subappaltatrice dei lavori; Berardino Baiocco dell’Aquila, capo cantiere, tre operai romeni dipendenti della Gm, ovvero Ilie Stuparu, Georgian Prioteasa e Raul Imbrisca.






