L’AQUILA – Si parla di oltre 200 ettari di bosco devastati, e sarebbe quasi certamente doloso il vasto e drammatico incendio divampato da ieri pomeriggio tra la parte alta della frazione aquilana di Arischia, nella collina che sovrasta il centro abitato, e il comune di Pizzoli, le cui fiamme non sono state ancora domate nonostante l’intervento massiccio di canadair, squadre di vigili del fuoco e volontari della protezione civile, nelle ultime ore anche dell’esercito con cingolati.

A complicare la situazione già difficile un nuovo focolaio sulla montagna davanti alla frazione di Cansatessa, divampato nel primo pomeriggio di oggi, non lontano dal centro abitato, e che minaccia anche il popoloso quartiere di Pettino. Gettando nel panico i residenti a poche centinaia di metri dal fronte del fuoco. 

Secondo quanto si è appreso, i carabinieri avrebbero trovato degli inneschi nella pineta delle montagne di Arischia dove il fuoco sarebbe partito. Un innesco sarebbe stato trovato anche sul fronte di Cansatessa.

Ora la ipotesi e le potenziali prove sono al vaglio degli stessi militari e dei vigili del fuoco che certamente faranno una relazione che sarà consegnata alla procura della Repubblica aquilana che avvierà una inchiesta.

Secondo le forze dell’ordine, quindi, ci sarebbe la regia di un piromane: la natura e le modalità del rogo ricordano quelle dell’incendio che nell’estate 2017 distrusse oltre mille ettari di bosco sul monte Morrone, altro elemento al vaglio degli investigatori.

Inoltre risulta certo che il rogo di Cansatessa e Pettino non è collegato a quello di Arischia.

Le operazioni di spegnimento sono riprese oggi all’alba, con la flotta aerea impegnata nelle operazioni è composta da 4 canadair più l’elicottero regionale.

Ad Arischia allertati dal prefetto, sono intervenuti anche gli alpini del battaglione Vicenza in supporto delle altre forze in campo.

E’ stato richiesto inoltre il supporto di un S-64 Ericsson partito da Capodichino con portata di 9000 litri d’acqua. Sono attualmente impiegati 10 mezzi dei vigili del fuoco con 24 persone e 2 dos. I volontari della protezione civile attualmente in opera sono 30 con 7 mezzi terrestri.

Tre Canadair e un elicottero con il cestello sono intervenuti sul nuovo fronte di fuoco che si è aperto all’Aquila in località Cansatessa, sulla parte di montagna a ridosso della zona di Arischia che brucia dalla giornata di ieri. Sul posto sono intervenuti unità dei vigili del fuoco e della Protezione Civile che hanno difficoltà a raggiungere il fronte del fuoco che si trova sulla costa in alto della montagna.

A Cansatessa è inoltre arrivato anche l’Esercito a domare il fronte del fuoco di circa 500 metri di lunghezza. 

Gli uomini del Nono Reggimento Alpini dell’Aquila, sono stati inviati dalla Prefettura su richiesta della Protezione Civile regionale e stanno impiegando i grandi mezzi per contenere il fronte di fuoco. 

Una cisterna 6×6 per il trasporto di 8.000 litri di acqua insieme a due camion con 4.000 litri d’acqua ciascuno sono saliti fin sotto la linea di fuoco per rifornire i pick-up dotati di idranti della Protezione Civile. 

E’ al lavoro un mezzo apripista cingolato per creare una linea tagliafuoco per impedire alle fiamme di arrivare all’abitato di Cansatessa.

E’ stato inoltre installato un ponte radio a Monte San Franco per garantire la funzionalità delle telecomunicazioni tra le squadre a lavoro. Sta arrivando anche il Soccorso Alpino Militare con le motoseghe per tagliare gli alberi e creare uno sbarramento al fronte delle fiamme a ridosso dell’abitato. Attualmente ci sono 50 persone a lavoro tra Esercito, vigili del fuoco e Protezione Civile

Sono visibili da valle fiamme alte decine di metri. I vigili del fuoco stanno salendo con quattro mezzi attrezzati in quota per cercare di arrivare sul fronte dal basso. Continuano intanto gli scarichi dei Canadair.

Il sindaco Pierluigi Biondi ha attivato il Centro operativo comunale (Coc),  con le funzioni di assistenza alla popolazione, censimento, volontariato e mezzi e materiali.

ll mio ringraziamento va a quanti stanno lavorando senza sosta per fronteggiare questa emergenza. Mi appello al senso di responsabilità dei cittadini, invitandoli a non improvvisarsi in azioni, comprensibili dal punto di vista emotivo, che rischiano di mettere in pericolo la loro incolumità e quella dei soccorritori”, ha detto il sindaco.

Nel pomeriggio di oggi si è tenuta in Prefettura una Riunione tecnica di coordinamento, convocata per l’esame della situazione connessa agli incendi sviluppatisi ed in corso nel Comune dell’Aquila, in località Arischia e Cansatessa. All’incontro hanno partecipato le strutture operative e di Protezione Civile del Comune dell’Aquila, con la contestuale presenza del Sindaco, ed i vertici della Polizia, Polizia Stradale, Carabinieri, Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Esercito, 118, Anas e Provincia dell’Aquila. Presente altresì il Responsabile della Protezione Civile della Regione Abruzzo.

Dall’esame della situazione, esposta dalle parti convocate, è emerso come, al momento, non sussistano situazioni di particolare allarme per l’incolumità delle persone e non si ritiene, quindi, di dover provvedere ad eventuali evacuazioni di residenti delle zone interessate, restando in continuo monitoraggio in tal senso ove, invece, la situazione dovesse tendere ad un aggravamento.

Sul fronte degli incendi sono attive tutte le componenti istituzionali del soccorso pubblico, con l’ausilio delle strutture operative del volontariato.

Il presidente del Parco Nazionale Gran Sasso Laga, Tommaso Navarra ha poi reso noto chenel rogo di Arischia sono andati in fumo circa 100 ettari di bosco di Pino nero, frutto di un rimboschimento effettuato negli anni Trenta. Questa mattina il rogo è stato in pratica risolto. Si tratta di una zona A2 del parco quindi a cavallo dei confini. Abbiamo già capito il punto di innesco l’orario e il luogo da dove è partito l’incendio. Ora però ci dà più problemi incendio di Cansatessa che è comunque fuori dal parco”.spiega cosa sta succedendo nell’aquilano”.

“Su Arischia ci siamo fatti le idee chiare, in quella zona non abbiamo avuto problemi col Parco, c’è una forte tradizione di protezione della natura”, chiarisce il presindente. 

L’Arta Abruzzo, attraverso le sue centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, hanno rilevato un picco non elevato di benzeni derivanti dalle combustioni.