L’AQUILA – Sembrava di essere tornati indietro nel tempo sabato sera al Parco del Sole.

Sul palco della Festa democratica della cultura organizzata dal Partito democratico, infatti, Giuliano Palma & the bluebeaters (nella foto) elegantissimi nei loro completi gessati stile anni ’60, hanno ricreato atmosfere e colori del passato con la loro musica, un misto fra genere ska e rocksteady con qualche influenza soul.

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Migliaia di spettatori entusiasti si sono scatenati al ritmo delle cover riarrangiate ad arte che la band ha proposto al pubblico aquilano, tra cui “Che cosa c’è” di Gino Paoli, “Tutta mia la città” degli Equipe 84, “Per una lira” di Lucio Battisti e la bellissima “Wonderful life”, cover di Black.

Il numeroso pubblico è rimasto affascinato non solo dalle performance canore del gruppo, ma anche da quelle più “visive”. Giuliano Palma, ex leader del gruppo Casino Royale,  ha confermato di essere un animale da palcoscenico, capace di attirare l’attenzione su di sé con balli e movenze quasi acrobatiche.

Anche gli altri sette componenti del gruppo si sono esibiti in balletti coreografici, dimostrando un affiatamento genuino che ha colpito e divertito gli spettatori.

Dulcis in fundo, come ultimo brano il gruppo ha proposto la cover di “Messico e nuvole” di Paolo Conte, canzone acclamatissima dal pubblico che si è lasciato trascinare dal suo ritmo coinvolgente.

I Bluebeaters sono Count Ferdi alla batteria, Sir Merigo e Cato alle chitarre, De Angelo al sax, Sheldon Gregg al basso, Peter Truffa alle tastiere e Enrico Allavena al trombone. (e.m.)