L’AQUILA – Il tesoro dell’Abbazia è una commedia dell’arte che andrà in scena all’Aquila, domenica 18 febbraio, alle 17.30 e lunedì 19 alle 10, al ridotto del Teatro comunale.
Ideata e diretta da Giuliano Bonanni, con Stefano Angelucci Marino, Rossella Gesini, Chiara Donada e lo stesso Bonanni, maschere di Stefano Perocco di Meduna, luci e suoni di Tony Lioci, è una produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con il Teatro del Sangro.
Lo spettacolo, realizzato nell’ambito della rassegna del Tsa “Crescere a Teatro” è un gioco di personaggi in maschera, classico nella forma e moderno nella sostanza.
“Un divertente canovaccio di commedia dell’arte per grandi e piccoli il cui intento è quello di raccontare che i veri tesori non sono fatti di beni materiali”, si legge nel comunicato del Tsa.
In un anno imprecisato di un’epoca passata la Dama Bianca e la sua serva Zeza devono affrontare una difficile situazione economica.
Il loro stato di indigenza è causato dall’ obbligo di dover rimanere nel palazzo per custodire un misterioso tesoro. Il fratello della Dama, Eusebio, è scomparso da due anni lasciandole scritto di non abbandonare, per nessuna ragione, la dimora di famiglia.
Un’ improbabile coppia di ladri, costituita dal vecchio Bernardo e dall’ ingenuo Pulcinella, giunge in città per impossessarsi del tesoro, inviata da un non ben identificato ‘capo’.
La giornata trascorre tra i ridicoli tentativi dei due criminali di seguire gli ordini del loro mandante. Giunge la notte e con essa il furto…magia bianca, magia nera, amori contrastati daranno il via ad un finale a sorpresa con un incredibile susseguirsi di svelamenti.
Dal 1960 ad oggi in Italia e in Europa artisti quali per esempio Dario Fo, Carlo Boso, Gianfranco De Bosio, Leo De Berardinis, Eugenio Allegri, Michele Monetta, Giorgio Bertan, Nora Fuser, Giuliano Bonanni ed altri hanno lavorato da un lato sul recupero delle maschere del’500 (zanni, capitano, pulcinella, pantalone, etc.) calandole in specifici contesti territoriali e dialettali contemporanei, dall’altro restituendo spazi di improvvisazione agli attori all’interno del canovaccio da rispettare ”sera dopo sera”.
Il biglietto di ingresso agli spettacoli domenicali costa 5 euro, quello per le scuole 4.



