L’AQUILA – “Il sangue è uguale per tutti, donalo anche tu!”
È questo lo slogan della nuova iniziativa intrapresa dal Centro polivalente provinciale, guidato da Gamal Bouchaib.
I promotori del progetto sono Giancarlo Silveri, direttore generale della Asl Abruzzo, Luigi Dell’Orso, direttore del servizio trasfusionale ospedaliero, Franco Papola, direttore del Centro regionale di tipizzazione tissutale e Gamal Bouchaib, coordiatore del centro.
“Questa iniziativa – afferma Bouchaib – nasce dall’esigenza del territorio di avere più donatori di sangue. Noi stranieri abbiamo la necessità di esprimere la nostra riconoscenza al territorio Aquilano per quello che siamo oggi, a una terra che ci ha donato il proprio tempo e i propri spazi. Anche noi dobbiamo restituire qualcosa”.
“Lo straniero ha ricevuto tanto – conclude il coordinatore – è giunto il momento di dare”.
Anche Silveri si unisce ai ringraziamenti dichiarando che “l’impegno sociale è importante che si declini in molti modi, anche in ambito sanitario. C’è sempre bisogno di materia prima (sangue, ndr). Il donarlo, da parte dello straniero, segna la sua appartenenza al territorio”.
A queste parole fa eco il direttore Dell’Orso. “Questa è un’iniziativa che tutto il territorio abruzzese deve apprezzare, per due ragioni fondamentali – dichiara – Di sangue ce n’è sempre bisogno, è importante che ci siano sempre nuovi donatori”.
“Inoltre – prosegue Dell’Orso – il nostro sangue è composto da un mosaico di antigeni. Esistono, però, gruppi sanguigni diversi da razza a razza; se vogliamo un mondo sempre più globalizzato dobbiamo dare la possibilità a ogni etnia di avere terapie sempre efficaci”.
“Questa iniziativa era in programma già prima del terremoto del 6 aprile 2009 – afferma Franco Papola – ma vogliamo legare a questa necessità di donatori di sangue, anche una nuova sfida: sensibilizzare le donne straniere che partoriscono all’Aquila a donare il cordone ombelicale”.
“L’ospedale di Pescara – continua – è convenzionato con gli ospedali dell’Albania e delle Maldive per la ricerca di compatibilità tra le persone malate di talassemia. Per loro l’unica cura è il trapianto di cellule del cordone ombelicale. E purtroppo la maggior parte dei talassemici non posso essere aiutati per bassa compatibilità”.
“Per tutti gli immigrati malati – spiega il direttore del centro tissutale – ci sono regole genetiche ben precise che sono diverse da etnia a etnia. Il nostro scopo è proprio questo: avere quante più cellule del cordone ombelicale delle diverse razze, per soddisfare anche le necessità di cura degli stranieri”.
“All’ospedale dell’Aquila – conclude Papola – nella lista d’attesa per il trapianto di cellule, ci sono due immigrati di colore che in tutto il mondo ancora non trovano nessuna compatibilità di sangue”.
A conclusione della presentazione dell’iniziativa, David Filieri, ex assessore della giunta di centro-sinistra e di centro-destra, nonché amico di Bouchaib, afferma che “sono una settantina gli stranieri che stanno aspettando di essere chiamati per fare i primi test propedeutici per la donazione del sangue, è giunta l’ora di iniziare!”.





