L’AQUILA – “Vorrei pregare Dio affinché la terra smetta di tremare, non c’è un ragazzino aquilano che non sia a conoscenza del significato del terremoto”.

E’ l’auspicio con cui il prefetto Giuseppe Linardi lascia la città, per raggiunti limiti di età: lo attende la pensione. Linardi ha incontrato la stampa affiancato dal vicario, Malgari Trematerra e dal capo di gabinetto, Franca Ferraro.

“Lascio una città viva – ha detto – Quando arrivai qui il 2 gennaio 2017, feci una passeggiata per il centro e mi colpì il silenzio che regnava per i vicoli. Era forte la sensazione che questa città e questo territorio non si fossero ancora ripresi. Da allora è stata fatta molta strada, lascio una città con un centro che si è molto ravvivato e ripopolato. Credo che l’evento di svolta sia stata la riconsegna della basilica di Collemaggio”.

Linardi, prima dell’Aquila, ha gestito il caso del naufragio della Costa Concordia. Poi, una volta in città, si è ovviamente dedicato in primis ai temi della legalità nella ricostruzione.

Nel suo bilancio di commiato ha ricordato le 50 interdittive antimafia emesse nei confronti delle ditte dal 2009 a oggi. E il rischio sempre alto di ulteriori infiltrazioni: “Esiste perché la ricostruzione non è ancora completata. Ecco perché l’attenzione è stata massima: il gruppo interforze ha eseguito oltre duemila controlli sulle aziende”.

Linardi ha poi esaltato il lavoro fatto dopo Rigopiano, per il grave incidente dell’elicottero del 118 precipitato a Campo Felice (“Furono giorni molto difficili, nei quali mi ritrovai a guidare il centro coordinamento soccorsi, che venne attivato il 18 gennaio e chiuso il 6 febbraio. Riuscimmo a farcela grazie a un lavoro di squadra e a un sistema che reagì prontamente” ha ricordato), per il devastante incendio del Monte Morrone, per l’emergenza sicurezza dei viadotti autostradali.

“Mi auguro – ha concluso Linardi – che questa terra trovi un po’ di pace rispetto ai terremoti e che ci sia più attenzione nei confronti dei cambiamenti climatici anche da parte delle prefetture e di tutto il sistema di prevenzione e soccorso che fa capo alle strutture di Protezione civile”.

A Linardi è giunto anche il messaggio di commiato del sindaco Pierluigi Biondi: “Nel giorno in cui il prefetto Giuseppe Linardi saluta la città desidero esprimergli i più sinceri e sentiti ringraziamenti per quanto ha fatto in questi anni per il capoluogo d’Abruzzo. È assolutamente encomiabile il lavoro svolto dal prefetto Linardi  – ha proseguito Biondi – a tutela dell’ordine pubblico. L’incolumità dei cittadini aquilani è stata presidiata lodevolmente ed efficacemente grazie al coordinamento e all’attenzione dimostrata ogni giorno. In una città come la nostra, in cui complesse e variegate sono le problematiche attinenti alla questione della sicurezza, soprattutto a seguito del sisma e dei conseguenti nuovi assetti urbanistici e sociali, il suo contributo è stato esemplare e ha consentito di raggiungere proficui risultati. Allo stesso modo – ha proseguito il sindaco – mi sento di esprimere il più vivo apprezzamento per lo spirito di collaborazione sempre dimostrato nel lavorare a fianco delle istituzioni. Una sinergia che ha consentito di migliorare i livelli di sicurezza e, con essi, la qualità della vita nella nostra città. Per tali ragioni, – ha concluso il primo cittadino – nel salutare il prefetto Linardi, formulandogli i migliori auguri per il futuro, desidero altresì partecipargli i sentimenti di stima e gratitudine da parte mia personale e della Municipalità tutta”.