L’AQUILA – Il professore boccia la studentessa, il padre di lei gli tira in testa una sedia.
È accaduto alla facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila giovedì scorso; vittima dell’insolita vicenda un assistente teramano del corso di laurea in Edile architettura.
Il cattedratico è finito in ospedale, seppur senza gravi conseguenze, l’autore dell’aggressione, chimico in pensione, è stato denunciato per il folle gesto e la ragazza, molto probabilmente, sarà costretta a cambiare ateneo.
Quel che però fa più scalpore di tutta l’insolita vicenda è che nemmeno una sedia scaraventata in testa a un assistente, con conseguente fuga di lui in ospedale, è riuscita a far assopire gli inquieti spiriti che tra i banchi universitari tramano vendetta nei confronti di chi ha l’onere di misurare il loro operato.
Ad alcuni professori e assistenti universitari, si sa, resta difficile farsi benvolere dagli studenti; ma anche questi ultimi, a onor del vero, sanno essere davvero senza pietà, come dimostrano le numerose considerazioni sulla vicenda.
“Finalmente in facoltà ci si sta iniziando a ribellare” è il cinico e accalorato commento, non unanime ma ricorrente, degli studenti della facoltà dove lo sfortunato assistente che non aveva considerato sufficiente un progetto per un laboratorio del suo corso, dopo un’animata discussione è stato addirittura colpito.
Preoccupano gli incalzanti commenti di chi sta dall’altro lato della cattedra. “L’assistente è finito in ospedale e ovviamente la cosa non ci fa piacere – sostiene uno studente della facoltà che preferisce non rivelare le generalità – ma la questione è stata presa con così tanta leggerezza da noi studenti, fino a farne tutta questa ironia, perché in più di un episodio alcuni assistenti ci hanno messo il bastone tra le ruote e questa reazione, seppur ingiustificatamente violenta significa che finalmente ci si sta iniziando a ribellare”.
“La nostra università è già fin troppo difficile, ci mancano solo i dispetti degli assistenti frustrati”, ha affermato ad AbruzzoWeb un’altra studentessa della facoltà, sempre coperta dall’anonimato.
“A mio parere era doveroso lanciargli la scrivania, non la sedia” è stato invece l’inferocito commento di uno studente che, tra gli altri che non amano l’assistente in questione, dopo aver assistito marginalmente alla scena si è sfogato su Facebook.
L’episodio sta continuando a fare il giro del web tra commenti di questo calibro, fotomontaggi e addirittura video caricaturali dedicati all’insolita vicenda che ricalca perfettamente la barzelletta dei genitori che, al contrario di quel che avveniva un paio di generazioni fa, prendono le incondizionate difese dei loro pupilli invece che punirli.
Una lente d’ingrandimento sul mondo universitario e sulle sue più disparate dinamiche che coinvolgono sempre meno il classico rapporto tra studente esasperato e insegnante malvisto e sempre più, purtroppo, l’intromissione di genitori-tifosi senza remore.





