L’AQUILA – “Il mio non è un addio dall’Aquila, che è una città meravigliosa, che sta risorgendo bene, e alla quale io dico arrivederci a presto”.

Questa la promessa dell’ormai ex procuratore della Repubblica del capoluogo abruzzese, Fausto Cardella, che oggi ha salutato colleghi, forze di polizia e personale degli uffici giudiziari con un rinfresco nell’aula magna “Antonio Villani” del tribunale.

Da domani si trasferirà a Perugia, la città in cui vive, come procuratore generale della Repubblica.

In 3 anni e 3 mesi di lavoro Cardella ha accumulato tante esperienze, “sono stati anni formidabili sia dal punto di vista lavorativo e sia da quello dei rapporti umani che ho allacciato”, fa notare nell’intervista ad AbruzzoWeb, “e spesso le due cose si sono influenzate vicendevolmente”.

“I colleghi e il personale amministrativo come la polizia giudiziaria hanno contribuito molto, anzi sono stati determinanti per i risultati ottenuti – ha aggiunto – Questo loro modo di lavorare, che ha portato a questi bei risultati, è stato un motivo in più per diventare amici, per stimarli, per volere loro bene e per dire che oggi non è certamente un addio, ma un arrivederci”.

Tante le “foto” del triennio lavorativo, ma se dovesse prenderne una, Cardella non ha dubbi: “Sceglierei quella dei cantieri del centro storico”.

Strettamente collegata con un altro momento importante, la visita nel tribunale ricostruito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Oltre che un onore per la città e per noi, la venuta del presidente è certamente emblematica di un percorso di ricostruzione – sostiene – Il presidente ha tracciato anche simbolicamente l’idea di cultura, con l’Università, e legalità, simboleggiata dagli uffici giudiziari”.

Ora nella procura il posto di facente funzioni verrà svolto da Stefano Gallo, il sostituto con maggiore anzianità in magistratura, oggi presente all’evento, e per l’uscente non ci saranno scossoni.

“Non credo perché il nostro sistema è organizzato in modo tale che non ci sia mai vuoto di potere – ricorda – Ci sarà una reggenza che porterà l’ufficio tranquillamente fino alla nomina del nuovo procuratore, senza scosse e senza perdita di efficienza”.

In tal senso il successore di Cardella si conoscerà, secondo una stima, nel giro di 3 mesi. Il prossimo 4 aprile scadranno i termini per la presentazione delle domande al bando emanato dal Consiglio superiore della magistratura.

Infine, il procuratore dice la sua anche sulle regole sulla ricostruzione privata.

“Più che norme più severe occorrono norme certe. Norme che diano indicazioni precise in modo che così ciascuno sappia come regolarsi e anche la magistratura, avendo riferimenti normativi certi, possa fare meglio il proprio lavoro – conclude – Non è un problema di severità ma un problema di certezze”.

Gallo ha spiegato che, in attesa dell’arrivo di un nuovo procuratore, “il lavoro proseguirà nel solco degli impulsi organizzativo e investigativo che ha dato con eccezionale vigore il procuratore Cardella”.

Tra i presenti anche l’avvocato generale della procura generale della Repubblica, Romolo Como, che ha evidenziato il “rapporto sempre ottimo con la procura, ultimamente abbiamo lavorato insieme con iniziative legate alla nuova disciplina antimafia e antiterrorismo, è stato previsto un collegamento che ho apprezzato molto”.

Un lavoro in equipe che, obietta Como, “in precedenza era stato molto sottovalutato, sia per non avere contrasti sia per un po’ di disinteresse. Cardella – riconosce – è stato il primo all’Aquila a spingere e dare un impulso che, ora, dovrà essere incrementato perché non si può tornare indietro”.

Oltre a Gallo, tra i presenti al saluto di oggi i colleghi sostituti di Cardella Fabio Picuti, Roberta D’Avolio, Simonetta Ciccarelli e Antonietta Picardi, il presidente del Tribunale, Ciro Riviezzo, il capo della squadra Mobile della questura, Maurilio Grasso, il responsabile della squadra di polizia giudiziaria della questura, Mauro Pansini, e altri inquirenti e personale amministrativo e giudiziario.