L’AQUILA – All’opposizione, sì, ma in chiave propositiva. E, per questo, forse un po’ distante dal resto della minoranza, come conferma l’assenza alla conferenza stampa dell’altro giorno contro il governo Biondi.
Il “Passo possibile”, la lista civica che ha sostenuto la candidatura di Americo Di Benedetto alle scorse elezioni comunali dell’Aquila, ha presentato la propria organizzazione e alcune proposte programmatiche.
“Sono i cittadini che giudicano l’attività amministrativa dell’attuale giunta” ha ammonito Di Benedetto che oggi siede anche in consiglio regionale dopo l’elezione con “Legnini presidente”.
Opposizione, dunque, ma autonoma e, possibilmente, propositiva. “Dobbiamo veicolare – ha detto – una nuova fase della politica, noi siamo una forza a cui la città ha assegnato un compito e lo vogliamo portare avanti nel migliore dei modi. Questo è l’inizio di un percorso di apertura e disponibilità nei confronti della città. Abbiamo l’ambizione di radicarci sempre di più sul territorio e abbiamo avuto l’attenzione di altre aree della provincia e anche a livello regionale”.
Le proposte: un bando nazionale per un intervento pubblico sull’economia. Fondazioni differenziate per gestire il Progetto Case. Un dibattito politico più “alto” sui temi cruciali, come Gran Sasso e Prg.
“La città é ferma” è il mantra. Paolo Romano ha citato, a questo proposito, i casi del ponte di Belvedere e della sede comunale.
Accanto ai consiglieri Elia Serpetti, Antonio Nardantonio ed Emanuela Iorio, c’è la segreteria politica: Massimiliano Pieri, Marco Ceraso, Massimo Scimia, Gianni Giacobbe, Vito Ciano, Marcello De Carolis, Giovanni De Bernardinis, Daniele Mingroni e Fabio Camilli, ciascuno con specifiche deleghe.
Il collegio dei garanti, invece, è composto da Daniela Videtta, Marina Di Meo e Alessandro Tomassoni.





