L’AQUILA – Sarà ridipinto il “palazzo lilla” ricostruito in pieno centro all’Aquila che ha fatto gridare allo scandalo per la tinta pacchiana e riaperto la questione dei colori accesi degli edifici rinnovati dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Lo annunciano ad AbruzzoWeb i progettisti dell’opera, gli ingegneri aquilani Roberto Arduini e Gianni Di Giovanni, che spiegano come l’effetto voluto fosse tutt’altro ma “il colore scelto dalle prove, una volta messo in opera è risultato ben diverso da quello pensato”.
I due tecnici svelano, inoltre, di non aver ricevuto alcuna lettera di aut aut da parte del Comune, come invece era stato diffuso, facendo trapelare l’ipotesi di una mancata concessione del contributo definitivo da parte di Villa Gioia in caso di mantenimento del colore che ricorda le confezioni di cioccolato bianco.
Ma sulle scelte cromatiche ora i due tecnici chiedono concertazione con l’amministrazione per il futuro.
Da notare che alle specifiche sulla colorazione delle facciate degli edifici del centro storico è dedicato un apposito capitolo del piano di ricostruzione del capoluogo.
LA NOTA COMPLETA
Per la scelta delle cromie dell’edificio di Santa Maria di Farfa abbiamo ritenuto opportuno non creare sovrapposizioni percettive tra il nostro edificio degli anni ’60 e quelli del quartiere “Costanzo Ciano” costruiti nel 1939, garantendo, anche con i colori, le stratificazioni urbane avvenute nel tempo.
In linea con quanto riportato nel Piano di ricostruzione, la scelta delle cromie è stata effettuata secondo la metodologia del restauro conservativo finalizzata a garantire anche la corretta percezione della genesi e dell’evoluzione del tessuto urbano di appartenenza.
In quest’ottica la scelta è ricaduta sulle tonalità grigio-azzurro, cioè un colore di terra spesso utilizzato nell’edilizia residenziale e pubblica degli anni’60 e in sintonia con le facciate di altri edifici coevi limitrofi già ristrutturati.
Purtroppo il colore scelto dalle prove, una volta messo in opera è risultato ben diverso da quello pensato risultando addirittura cangiante a seconda della luce.
Pertanto, pur non avendo a tutt’oggi ricevuto alcuna comunicazione dal Comune dell’Aquila, già da giorni siamo in contatto con l’impresa per la correzione della tinteggiatura.
È auspicabile che detta correzione avvenga di concerto con il Comune dell’Aquila e sulla base delle considerazioni disciplinari sopra riportate e non sul gusto personale.



