L’AQUILA – “Non è un voto che ci deve far tirare i remi in barca, ci sono molti elementi di soddisfazione la nostra vittoria è in parte frutto di una battuta di arresto significativa del centrodestra, che ha perso la presa sul voto popolare e nelle periferie. Le luci non devono nascondere le ombre. E un ombra è il forte astensionismo”.
Così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, all’assemblea del Partito Democratico abruzzese, che si è svolto nella Sala Conferenze della Cgil dell’Aquila.
“C’è un elettorato sull’Aventino e noi non lo abbiamo intercettato, altra ombra è il rischio che, come il fascismo, anche il populismo venga raccontato come una parentesi, come una difficoltà transitoria dei sistemi democratici liberali – prosegue Orlando -. Sono convinto del fatto che quella gente che rimane a casa non è detto che quando tornerà alle urne voterà per noi, serve una forte proposta politica. Il populismo è nato dalla difficoltà del sistema politico di dare risposte adeguate”, ha aggiunto il ministro.
“Occorre una profonda rigenerazione del campo del centrosinistra. Ci sono forti disuguaglianze di reddito e di opportunità”, ha sottolineato Orlando, spiegando che il Pd deve porre al centro della sua azione politica la giustizia sociale. “Se vuoi davvero combattere le disuguaglianze – ha però ammonito -, devi dire come fare, e questo ti può rendere antipatico: se vuoi redistribuire devi togliere a qualcuno e dare a qualcun altro, non puoi dire che darai a tutti”.
Ha poi evidenziato la necessità di correggere il reddito di cittadinanza, “senza però associarci a crociate contro i poveri: non dimentichiamo infatti che in Italia ci sono 160 miliardi di evasione fiscale, ci sono falsi invalidi, fondi comunitari dati a società fantasma, non si può certo dire che gli unici furbi sono quelli che prendono senza averne ii diritto il reddito di cittadinanza”.
L’INTERVENTO DI ORLANDO
GLI INTERVENTI AL CONGRESSO




