L’AQUILA – Al Consiglio comunale dell’Aquila sta bene o no la nomina di Antonio Cicchetti come nuovo vice commissario per la ricostruzione?

Il dubbio verrà sciolto oggi, quando l’assemblea discuterà l’ordine del giorno proposto nella scorsa seduta dal consigliere di Rifondazione comunista, Enrico Perilli, che vede come il fumo negli occhi il ritorno dell’ex presidente dell’Istituzione Perdonanza in un incarico pubblico di vertice e propone al Consiglio di impegnare il sindaco Massimo Cialente a chiederne la revoca.

Intanto anche l’assemblea cittadina del presidio di piazza Duomo ha diffuso di nuovo una nota contro il vice commissario di fresca nomina: non un veto alla persona di Cicchetti, ma al meccanismo dei commissari tout court, che sarà ribadito martedì 28 nel Consiglio regionale sulla ricostruzione, quando i comitati torneranno alla carica all’Emiciclo.

L’ORDINE DEL GIORNO CONTRO IL NUOVO VICE COMMISSARIO

“Nella scorsa seduta – spiega il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti – abbiamo già cominciato a discutere di questo ordine del giorno, ci sono stati tre-quattro interventi e un dibattito secondo me valido”.

“La posizione del Consiglio – aggiunge – ancora non è chiara, anche se mi sembra abbastanza favorevole all’approvazione, anche come segnale di sostegno al sindaco Cialente. Certo bisognerà lavorare per rendere il testo adatto, per l’approvazione bisognerà tenere conto della posizione di tutti”.

L’ORDINE DEL GIORNO DI PERILLI

L’ordine del giorno presentato da Perilli ricorda nella premessa che “il dottor Cicchetti è tristemente noto in città per le vicende della Perdonanza, che si riassumono in un produzione di debiti fuori bilancio, inchieste giudiziarie e arresto del direttore dell’Istituzione Perdonanza e l’incredibile vicenda del Premio Perdonanza non pagato al vescovo di Sarajevo”.

Segue poi una citazione della sentenza numero 77 del 2008 della Corte dei Conti che condanna Cicchetti: “è così impossibile ammettere che per anni parte dei verbali e delle delibere del Consiglio rimanesse priva della firma del Presidente senza che questi nelle numerose riunioni che si sono succedute ne abbia avuto contezza”. Per Perilli, una “culpa in vigilando”.

“Il dottor Cicchetti – prosegue l’ordine del giorno, contestando la nomina – non ha mai ricevuto una legittimazione democratica e popolare per ricoprire tale incarichi apicali. Gli enti locali, inoltre, costantemente esautorati delle proprie funzioni, dovrebbero tornare ad amministrare il proprio territorio e la nomina di un nuovo commissario allontana questo processo di riappropriazione delle funzioni statutarie”.

Se l’ordine del giorno sarà approvato, il Consiglio comunale impegnerà il sindaco (la cui contrarietà alla nomina di Cicchetti è già ben nota, tanto da averlo spinto a sua volta alle dimissioni da vice commissario) ad annunciare al presidente del Consiglio e al commissario per la ricostruzione la contrarietà della massima assemblea elettiva del Comune dell’Aquila alla nomina di Cicchetti a vice commissario e, pertanto, a chiederne la revoca.

I COMITATI TORNERANNO ALL’EMICICLO CONTRO CICCHETTI

L’AQUILA – “Martedì 28 settembre alle 11 saremo di nuovo al palazzo dell’Emiciclo per assistere alla seduta del Consiglio regionale sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo”.

Lo annuncia in una nota l’assemblea cittadina del presidio permanente di piazza Duomo. I comitati insomma saranno di nuovo in Regione per chiedere lumi e risposte certe dalla politica, replicando la manifestazione di martedì scorso, quando c’è stata un’invasione pacifica, ma massiccia, dell’aula consiliare, che ha costretto il Consiglio regionale a interrompere i lavori.

“Con le armi civili, legali e non-violente della partecipazione e del controllo democratico – spiegano dall’assemblea – intendiamo riaffermare la nostra decisa opposizione alla logica del commissariamento e alla nomina del privato cittadino, nonché condannato dalla Corte dei conti, Antonio Cicchetti, per lo svolgimento di funzioni che possono essere attribuite solo a istituzioni elettive”.

“Le recenti dimissioni del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, da vice commissario per la ricostruzione, dimissioni più volte chieste dall’assemblea, e innescate dall’inopportuna nomina di Cicchetti – prosegue la nota – rappresentano, seppur tardivamente, un decisivo segnale di chiarezza. E soprattutto dimostrano e rafforzano con un atto importante quello che l’assemblea denuncia da tempo: l’errore di fondo della logica del commissariamento, nonché l’inadeguatezza mostrata finora dalle strutture commissariali nel far fronte ai problemi della ricostruzione”.

“Continuiamo pertanto a chiedere a gran voce – attaccano i cittadini dell’assemblea – le dimissioni dalla carica di commissario del presidente della Regione Chiodi, anche in considerazione degli ultimi scandali portati alla luce dalle inchieste della magistratura, e del suo nuovo vice”.

In quest’ottica l’assemblea parteciperà anche al Consiglio comunale convocato per lunedì 27 settembre alle 16 presso la sala Spagnoli dell’Emiciclo, dove si discuterà un ordine del giorno del consigliere Enrico Perilli con il quale si chiede la revoca della nomina di Antonio Cicchetti.

Un’altra azione di opposizione al commissariamento decisa dall’assemblea sarà di natura giuridica: l’intervento “ad adiuvandum” al ricorso al Tar del Lazio contro l’attribuzione dei poteri commissariali, già presentato nel marzo scorso e di cui il tribunale amministrativo discuterà nel merito il prossimo mese.

Comitati, Associazioni, singoli cittadini potranno unirsi a questo ricorso apponendo la propria firma secondo modalità che verranno presentate a breve alla cittadinanza e alla stampa.

“Invitiamo dunque tutti i cittadini che potranno a partecipare ai prossimi consigli Comunale e Regionale – la richiesta del presidio – e chiediamo esplicitamente a Prefetto e Questore che questa volta gli strumenti del controllo dell’ordine pubblico non siano rivolti contro i cittadini aquilani, ma a loro tutela”.

“È intollerabile – sostiene la nota – che si continui a usare la forza pubblica per impedire la partecipazione dei cittadini alla vita delle Istituzioni locali. Rigettiamo ancora una volta l’accusa di violenza che ci è stata rivolta; l’unica violenza attuata finora è quella contro di noi: oltre 100 poliziotti in tenuta antisommossa per presidiare la sede di una rappresentanza istituzionale ne sono la dimostrazione più concreta”.

“A questo – concludono – risponderemo ancora una volta con una prova di civiltà e competenza, dando una dimostrazione concreta, con i nostri mezzi, di come, anche nella carenza di spazi e luoghi idonei, si possa garantire ai cittadini la massima partecipazione nella maniera più semplice e degna di un paese civile”.

(alb.or.)