L’AQUILA – “Il cimitero è in una situazione di degrado non più tollerabile”: è quanto lamentano sempre più cittadini dell’Aquila a fronte dello stato del cimitero monumentale dell’Aquila, rimasto invariato rispetto al 6 aprile 2009.

Niente o quasi infatti è stato fatto per riportare l’aspetto, l’ordine e la sicurezza del cimitero come prima del terremoto, un dato di fatto lampante agli occhi di tutti i visitatori del camposanto che si trovano ad avere a che fare con un luogo sempre meno sicuro.

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A distanza di più di due anni dal terremoto, il triste epilogo è che niente è cambiato, anzi, le erbacce hanno continuato a crescere ovunque, alcuni angoli fragili a finire di sgretolarsi e molte transenne sono state spostate dagli utenti tanto da non svolgere più la loro funzione: elementi che hanno finito col rendere il luogo ancora meno sicuro per i cittadini.

Macerie e sassi, transennamenti, terreno dissestato, lo spazio verde ormai rivestito di alte erbacce ovunque: queste le prime cose che saltano all’occhio del visitatore del cimitero, per non parlare delle bottiglie di birra poggiate sui davanzali delle cappelle e della sporcizia gettata a terra.

L’ingresso offre un quadro raccapricciante già prima di mettere piede all’interno, con i puntellamenti, cartelli di avvertenza e il tendone provvisorio adibito a chiesa in bella vista.

Ciò che però lascia davvero esterrefatti sono le lapidi staccate dei loculi fatte in mille pezzi e agglomerate a terra, come un puzzle disfatto. Una situazione che AbruzzoWeb aveva già denunciato un anno fa e che non ha mai trovato rimedio.

Alcuni nomi sono stati divisi in sillabe dal terremoto e nei casi dove i pezzi di marmo sono solo una manciata, qualche parente ha ricostruito il rettangolo per assicurare al proprio defunto almeno la sua identità.

Qualcuno, cui il nome del caro è stato messo a più dura prova, ha rinunciato all’operazione apponendo il nome a mano, con un pennello o una bomboletta spray sul cemento a vista sottostante la lapide.

Una situazione macabra e sconvolgente che induce a chiedersi perché non si sta facendo più niente.

Finora sono stati rimossi solo i cumuli di macerie e le ostruzioni che impedivano il passaggio dei visitatori, lo stretto indispensabile per camminare e in alcuni casi ci si è limitati ad accumulare i resti in un angolo, dove sono ancora in bella vista.

Benché si tratti di una delle strutture pubbliche più ampiamente frequentate della città, è ancora oggi un posto non sicuro dove recarsi ed è la popolazione stessa a occuparsi di mantenere l’ordine e di tagliare le erbacce di fronte la cappella di famiglia o davanti la lapide del defunto.

Ciò che ci si chiede è perché la Afm, Azienda farmaceutica municipalizzata partecipata del Comune, che ha in gestione il cimitero, non si sta occupando a dovere degli spazi del cimitero.

L’incuria ha aleggiato abbondantemente sul cimitero e un lungo periodo di provvisorietà è stato pazientemente tollerato, ma adesso è arrivato il momento di restituire ai defunti aquilani il posto dignitoso che era prima.

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