L’AQUILA – Una nuova casa per il Bar Nurzia dell’Aquila, costretto a spostarsi per la prima volta dopo 181 anni a causa dell’avvio della ricostruzione nel centralissimo edificio in piazza Duomo che lo ospita dal 1835.

Da ieri è aperta la nuova succursale in corso Federico II, a poche decine di metri, al piano terra del palazzo ex Standa.

Il caffè con il torrone, il ciambellone di donna Giuliana, oltre al prodotto principale, il torrone morbido, in vendita sempre, e a breve anche il gelato, saranno di nuovo disponibili per tutti gli aquilani legati alla tradizione.

L’ambiente è un po’ diverso, senza il soffitto affrescato e con i mobili antichi in “parcheggio” altrove, ma l’atmosfera sarà sempre la stessa: gli strali bipartisan di Natalia alla politica e le chiose sapienti di Ninetto mentre legge il giornale, intanto Chicco prepara il caffè.

E una romantica “sfida” tra nomi storici della caffetteria aquilana che si profila all’orizzonte, visto che, proprio di fronte al nuovo Nurzia, il vecchio Rauco sta per riaprire, dov’era e com’era.

Il trasloco curato dalla Artigiana Mobili di Paolo Frizzi, la stessa dita che ha realizzato i mobili, ha toccato veri e propri pezzi di storia: la macchina del caffè è del 1961, l’impastatrice del torrone stava lì dal 1949, il laboratorio è coevo al bar, dal 1835.

Il bar Nurzia, quello del Duomo, chiuso dopo il sisma del 6 aprile 2009, è stato il primo a riaprire i battenti in centro, l’8 dicembre 2009.

È stato il locale visitato da tutti i leader politici e dagli ospiti di prestigio della città, dai due premier Silvio Berlusconi e Mario Monti, è insomma una sorta di istituzione.

È diventato leggenda il suo cartello “Chiuso dal 6 aprile 2009, si riapre il…” con lo spazio per la data rimasto a lungo vuoto nei primi mesi dell’emergenza, fino alla miracolosa riapertura di fine anno grazie a una agibilità provvisoria durata fino a oggi.

Un cartello che adesso, al momento di cominciare i lavori di ricostruzione dell’edificio, al termine di un tormentato iter, si replica, con il ritorno negli storici locali, stavolta ristrutturati, previsto tra 3 anni, 1.095 giorni come da tabella di cantiere.