L’AQUILA – “Insieme ce la faremo”. Queste le prime parole di speranza, riferite alla difficile ricostruzione post-sisma, con le quali il nuovo arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, questo pomeriggio ha preso possesso dell’Arcidiocesi dell’Aquila.
La cerimonia di insediamento è cominciata con una visita toccante del nuovo presule. In ginocchio, in preghiera dinanzi ai resti della Casa dello Studente, dove nel sisma del 2009 morirono otto ragazzi.
“Non li conoscevo – ha detto guardando le fotografie delle vittime appese alla rete che delimita l’area – ma li porto nel cuore e li vedo attraverso i vostri occhi”. Quindi ha ringraziato tutti per la calorosa e affettuosa accoglienza.
Dopo il simbolo della tragedia, In auto Petrocchi ha raggiunto piazza Duomo, altro luogo emblematico del terremoto, con la cattedrale di San Massimo, da dove ha rivolto un incoraggiamento ai giovani, e la chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta anche “delle Anime Sante”.
Quindi, il passaggio alla chiesa di Cristo Re, vicino alla Villa comunale, per dirigersi poi a piedi, preceduto dai canonici, verso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dove è stata letta la bolla di Papa Francesco con cui viene nominato alla sede aquilana e gli è stato consegnato, a nome del Santo Padre, il pastorale dal Nunzio apostolico in Italia monsignor Adriano Bernardini.
Il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, intervenuto con molte autorità presenti, tra cui l’ex sottosegretario Gianni Letta, ha consegnato a Petrocchi le chiavi della città. “Non aprono solo le nostre case inagibili, ma anche i nostri cuori”, il messaggio di accoglienza.
Il rito si è concluso con la santa messa, concelebrata dai vescovi e dagli arcivescovi della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana.
“Le sofferenze dell’Aquila sono nel nostro cuore”, questo un passaggio del documento di nomina di monsignor Giuseppe Petrocchi da parte di Papa Francesco.
“Sei sembrato da ogni punto di vista adatto a questo compito”, ha proseguito il pontefice.
Alle 18.18 la formalizzazione della nomina davanti a una Basilica di Santa Maria di Collemaggio del tutto assiepata e mentre fuori è cominciata una fitta pioggia.
Applauditissimo il presule, soprattutto quando ha citato le 309 vittime del dramma di quattro anni fa e anche quando ha definito un altro religioso abruzzese, monsignor Orlando Antonini, “nostro conterraneo”, dimostrando di sentirsi già a casa.
LEGGI L’OMELIA INTEGRALE (Pdf, 128 Kb)

SULLA VISITA DEL PAPA: ”SAREBBE UNA COSA BELLISSIMA”
“Non ho indicazioni circa una visita di Papa Francesco all’Aquila ma sarebbe semplicemente una cosa bellissima per la città”.
Così monsignor Giuseppe Petrocchi, nuovo arcivescovo metropolita dell’Aquila, nel giro della città che sta precedendo la Messa con cui prenderà possesso dell’Arcidiocesi, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se rispondessero al vero i rumors su una prossima visita del Santo Padre nel capoluogo d’Abruzzo.
AI GIOVANI: ”VOI SIETE IL FUTURO”, COME LA BOLDRINI
“Voi siete il futuro, voi siete la speranza di questa città”.
Si è rivolto in questo modo ai ragazzi del Coro Diocesano Giovanile Pastorale di San Massimo che lo hanno accolto nel Duomo dell’Aquila, il nuovo arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Petrocchi.
Il presule non ha mancato di informarsi sull’attuale situazione dell’Università in città, visto che il coro è formato da universitari del posto e non, e in particolare sul numero di iscritti e sui problemi infrastrutturali esistenti, ascoltando con attenzione le risposte.
Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, nei giorni scorsi ha incoraggiato i giovani del capoluogo a restare nella loro terra a dispetto della difficile situazione economica e sociale.
MOLINARI PASSA LE CONSEGNE, ORA PETROCCHI E’ ARCIVESCOVO
Monsignor Giuseppe Petrocchi è formalmente il nuovo arcivescovo metropolita dell’Aquila.
Celebrato infatti il passaggio di consegne con il dimissionario monsignor Giuseppe Molinari, per 15 anni titolare della Diocesi, davanti allo splendido scenario della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, illuminata dal sole ma con qualche goccia di pioggia.
Ad accogliere il nuovo presule non solo il clero ma anche numerose autorità civili: il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e l’ex sottosegretario di Stato Gianni Letta.
Subito dopo il passaggio delle consegne è cominciata la santa messa di insediamento.
AL PRESULE LE CHIAVI DELLA CITTA’: CIALENTE, ”APRONO I CUORI”
“Queste chiavi non aprono solo le nostre case inagibili ma anche i nostri cuori”.
Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha accolto il nuovo arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi, donandogli le chiavi della città e facendogli presente che “abbiamo bisogno di affetto e comprensione”.
“So che a Latina sono dispiaciuti del suo addio – ha aggiunto il primo cittadino – da 4 anni all’Aquila il gregge è disperso e nelle case cresce l’erba come se la natura volesse nascondere le macerie”.
Cialente ha concluso assicurando che ora Petrocchi sarà considerato “uno dei nostri, un aquilano, non solo il ‘padrone’ della città”.
Con il sindaco c’erano anche il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e l’ex sottosegretario di Stato Gianni Letta.
LE PRIME PAROLE: ”INSIEME CE LA FAREMO”
“È normale che in una città in queste condizioni ci siano più visioni, più pensieri, però cosa di cui c’è bisogno è stare uniti, è mettere da parte i personalismi e guardare avanti insieme”.
Ha risposto così monsignor Giuseppe Petrocchi ai giornalisti che gli hanno chiesto, prima della Messa di insediamento nella Basilica di Collemaggio, delle polemiche legate alla ricostruzione post-terremoto all’Aquila.
“Da giovane sono stato in questa città e vederla così ora è impressionante, è peggio dal vivo che in televisione”, è stato sentito dire a don Daniele Pinton, parrocco di San Marco, dai giornalisti presenti.
“So che ce la faremo, insieme ce la faremo, andrà tutto bene”, ha quindi risposto a chi gli ha fatto notare il compito che lo attende come nuovo arcivescovo dell’Aquila.
MOLINARI: “SARAI TRA ARTEFICI DELLA RINASCITA”
Dopo aver citato un poeta giapponese che ha scritto “cose bellissime sull’Aquila e sul Gran Sasso”, l’ormai ex arcivescovo Molinari si è rivolto al suo successore.
“Tu, don Pino, sarai uno degli artefici della rinascita di questa città – ha affermato – Ricordo ancora quando a Roma a Castel Gandolfo pregavamo insieme e dicevamo che dovevamo essere un’anima sola”.
“Ti sono vicino, trovi una chiesa aquilana piena di storia e adesso di sofferenza. Auguri, don Pino”, ha concluso.





