L’AQUILA – L’occupazione dell’ex asilo comunale del viale Duca degli Abruzzi è ormai al centro della polemica.
Gli occupanti hanno iniziato la riorganizzazione della struttura, annunciando che i lavori per rendere lo stabile agibile (è classificato B) se li faranno da soli.
Dall’altra parte ci sono le educatrici dell’asilo, ora ospitato in un Musp (Modulo ad uso scolastico provvisorio), che si dicono sorprese dalla decisione del Comune di cambiare destinazione d’uso allo stabile trasformandolo in un centro per giovani. “Dove andremo noi?”, chiedono.
Critiche all’occupazione arrivano intanto da Alfonso Magliocco e Roberto Santangelo, rispettivamente dirigente provinciale e vice coordinatore comunale PdL L’Aquila, che hanno definito l’occupazione “l’ennesimo scippo di spazi che appartengono a tutti”.
Due ordini del giorno contrapposti sono stati presentati nella seduta odierna del Consiglio comunale.
Il primo è quello del consigliere Luigi D’Eramo (La Destra), che ha presentato un ordine del giorno in cui si richiede al sindaco dell’Aquila di attivare tutte le procedure previste dalle leggi in materia per garantire lo sgombero dei locali dell’ex asilo occupato.
Il secondo ordine del giorno è stato presentato dal consigliere comunale Angelo Mancini (Idv). Nel documento si chiede al Comune di intraprendere ogni iniziativa necessaria per accelerare i tempi di ripristino della struttura, “quale luogo di aggregazione per i giovani, compiendo così un primo, significativo atto di attenzione nei confronti delle problematiche del mondo giovanile”.
GLI OCCUPANTI ANNUNCIANO: ”I LAVORI CE LI FACCIAMO DA SOLI”
L’AQUILA – Una sala assemblee, un’aula cinema, una cucina e una stanza per la notte (“qui si dorme”, recita il cartello affisso sulla porta).
Dopo due giorni di occupazione, nell’ex asilo del viale della Croce Rossa le stanze del primo piano dell’edificio sono state quasi tutte riordinate e destinate ognuna a una specifica funzione.
Ci sono ragazzi indaffarati a portare da fuori tavoli e sedie, altri che pensano a pulire, tutti uniti dall’obiettivo di dare un nuovo spazio alla città, un punto ricreativo e culturale per i giovani. E sono tutti determinati a continuare l’occupazione.
Non importa se l’edificio è stato classificato “B”, “se non ci danno l’agibilità parziale non fa niente – dice uno degli occupanti – noi da qui non ce ne andiamo”.
I disegni dei bambini attaccati alle pareti delle stanze parlano ancora di quello che lì c’era prima, mentre le crepe nei tramezzi ricordano il perché l’asilo non c’è più.
“Questa mattina – spiega – sono venuti i tecnici del Comune a fare un sopralluogo per verificare lo stato della struttura. Hanno detto che qualche tramezzo è danneggiato ma fondamentalmente la struttura sta bene. Siamo pronti a fare i lavori da noi, abbiamo chi lo sa fare e ci stiamo già organizzando per iniziare”.
Qualche parete è stata già ritinteggiata, tanto c’è ancora da fare per realizzare ancora, come nei piani degli occupanti, una palestra, una sala studio e biblioteca, una web radio e un media center. “Noi andiamo avanti – dicono – Ci siamo stufati di aspettare la manna dal cielo”.
Le posizioni espresse dall’assessore Stefania Pezzopane, che ieri all’assemblea ha approvato la mossa parlando di “giusta provocazione”, non hanno del tutto convinto.
“L’assessore ci ha detto che comunque si dovranno fare i lavori. Il nostro timore è che una volta che ci faranno uscire da qui, non potremo più rientrare”, concludono gli insorti.
LE EDUCATRICI DELL’ASILO: ”IL COMUNE CI DICA DOVE ANDREMO NOI”
L’AQUILA – “Il Comune ci dica a questo punto qual è il nostro futuro. Non possiamo rimanere nei Musp a vita”.
Dopo l’occupazione del “loro” asilo nido, a farsi sentire sono le educatrici, che da dopo il sisma lavorano in uno dei moduli provvisori posti lungo via Ficara.
Le insegnanti si sono dette sorprese dalle dichiarazioni dell’assessore Stefania Pezzopane, che ieri ha comunicato il cambio di destinazione d’uso dell’edificio, che diventerà un centro ricreativo per i giovani.
“Dove andremo noi? – chiedono – Contavamo di tornare lì, anche perché il Comune non ci ha mai detto chiaramente che l’asilo non sarebbe tornato nella vecchia sede”.
Il punto sul quale le educatrici insistono è che nella zona est della città, da dopo il sisma, non c’è neanche un asilo nido, né comunale né privato. Entrambe le strutture comunali, infatti si trovano in zona ovest (un asilo si trova a Pile, l’atro vicino l’ospedale di Coppito).
“La speranza di riportalo in centro, dopo le affermazioni della Pezzopane, sono dunque cadute. Molti genitori si lamentano perché non c’è un asilo verso l’altra parte della città. Ci aspettavamo di tornare al viale duca degli Abruzzi anche per questo motivo”.
MAGLIOCCO E SANTANGELO (PDL): “ENNESIMO SCIPPO DI SPAZI CHE SONO DI TUTTI”
L’AQUILA – “Un problema reale, quello degli spazi aggregativi e culturali, viene trasformato nell’ennesimo scippo da parte di sedicenti comitati cittadini, sinistri e di sinistra, di spazi che sono di tutti gli aquilani”.
Ad affermarlo sono Alfonso Magliocco e Roberto Santangelo, rispettivamente dirigente provinciale e vice coordinatore comunale PdL L’Aquila, in relazione all’occupazione dell’ex asilo comunale del viale Duca degli Abruzzi, ai margini del centro storico.
“Si occupa uno stabile – affermano – che l’assessore Pezzopane ha già deciso che diventi spazio aggregativo. Per cui, il Comune individua nel piano sociale l’ex asilo come spazio culturale e ricreativo e, guarda caso, i comitati occupano abusivamente quello spazio, in barba a qualsiasi legge. Questa sorta di “zona franca” (della legalità), già peraltro riscontrabile negli spazi di Collemaggio, dove si sono aperti bar e mercatini senza versare un euro di tasse e “scroccando” luce e acqua alla popolazione, non è più tollerabile”.
“La Pezzopane – sottolineano – continua a essere confusa tanto da ritenere che l’utilizzo dei fondi della “legge mancia” creino i presupposti per una privatizzazione di partito dell’ex asilo comunale. Si vuole trasformare lo stabile in centro sociale e culturale? Bene, non siamo in linea di massima contrari, ma lo si faccia rispettando le regole e le leggi. Se è vero, come sostenuto “dall’assessora”, che l’amministrazione comunale ha scelto, già da tempo, il cambio di destinazione dell’immobile in questione, non si perda altro tempo e si predisponga un bando per scegliere, secondo legge, chi dovrà gestirlo”.
Non prima però di aver spiegato quello che i due definiscono “un arcano”. “Si sostiene – spiegano – che l’immobile è stato classificato “B” e contestualmente si dice di avere a disposizione circa 2,5 milioni di euro per metterlo in sicurezza. Cifra che sembra esagerata rispetto ai danni riportati così come si evince sia dalla classificazione che dalle dichiarazioni degli occupanti”.
“Infine – concludono Magliocco e Santangelo – vorremmo sapere perché uno spazio pubblico, i cui costi di gestione sono a carico della collettività, viene riservato a pochi, ma funzionali, cittadini di chiara appartenenza politica. Centinaia di associazioni chiedono da tempo spazi utilizzabili senza ottenere risposte. Non vorremmo che anche questa volta si vogliano privilegiare i pochi (iscritti, simpatizzanti, dirigenti del Pd e/o dell’ex Pci) a discapito di tutti gli aquilani, che solo a parole si dice di volere rappresentare”.
D’ERAMO (LA DESTRA) PRESENTA ORDINE DEL GIORNO SULL’OCCUPAZIONE
L’AQUILA – Un ordine del giorno urgente sull’occupazione dell’ex asilo nido è stato presentato all’apertura odierna dei lavori del Consiglio comunale dal consigliere comunale de La Destra, Luigi D’Eramo.
Nell’odg si invita “il sindaco dell’Aquila ad attivare tutte le procedure previste dalle leggi in materia per garantire lo sgombero dei locali dell’Asilo sito in Via Duca Degli Abruzzi occupato abusivamente da alcune decine di cittadini”.
Nel documento, condiviso anche dagli altri consiglieri d’opposizione Emanuele Imprudente, Luigi Di Luzio, Roberto Tinari, Vito Colonna, Maurizio Leopardi, Luigi Faccia, si richiede anche di “sollevare da ogni responsabilità di natura penale e civile il Consiglio Comunale che con il presente ordine del giorno ha adempiuto al proprio dovere notiziando ufficialmente il sindaco dell’Aquila; di inviare il presente ordine del giorno al Sig. Prefetto dell’Aquila, al Sig. Questore dell’Aquila, al Comandante Provinciale dei Carabinieri, al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, al Sig. Procuratore della Repubblica; al Sig. Ministro degli Interni per quanto di loro competenza”.
MANCINI (IDV) PRESENTA ODG PER ACCELERARE I TEMPI DI RIPRISTINO DELLA STRUTTURA
L’AQUILA – Un ordine del giorno opposto a quello presentato da Luigi D’Eramo e a favore dell’occupazione dell’ex asilo è stato presentato nella seduta odierna del Consiglio comunale dal consigliere comunale Angelo Mancini (Idv).
Nell’odg presentato da Mancini si chiede al sindaco e alla Giunta di “intraprendere ogni iniziativa necessaria, sotto il profilo amministrativo, finanziario e progettuale, per accelerare i tempi di ripristino della struttura, al fine di garantirne l’agibilità e la conseguente effettiva e legale fruibilità, onde adibirla formalmente a spazio aperto che l’Amministrazione comunale possa mettere a disposizione della cittadinanza, quale luogo di aggregazione per i giovani, compiendo così un primo, significativo atto di attenzione nei confronti delle problematiche del mondo giovanile”.
Nelle premesse dell’odg si legge che “il Consiglio comunale riconosce il valore simbolico dell’occupazione della struttura”, iniziativa che viene definita “l’ennesimo segnale significativo fra i tanti già lanciati per sottolineare l’esigenza di luoghi in cui incontrarsi, confrontarsi e svolgere attività culturali, sociali e di studio”.





