L’AQUILA – La sua assenza pesa e peserà sempre.

Nella notte tra il 31 dicembre 2013 e il 1° gennaio 2014, Enrico Di Paolo, leggenda aquilana del mondo dei deejay, si spegneva a causa di un malore sulla strada tra Città Sant’Angelo (Pescara) e Silvi Marina (Teramo).

Di Paolo, per tutti il “Guru”, aveva appena suonato in un ristorante per il veglione di Capodanno e si stava facendo accompagnare da un amico a Silvi Marina, dove lo aspettava la sua fidanzata Stefania Martini

La morte di Di Paolo, che aveva perso l’amatissimo fratello gemello Fabrizio, noto avvocato aquilano, nel 2012, ancora oggi provoca un dolore malinconico nei cuori di parenti e amici del Guru, uno degli inventori, geniali, della movida discotecara e non solo del capoluogo abruzzese ma capace poi negli anni di superare i confini locali e regionali per mostrare tutto il suo talento in consolle.

Amato, ma anche discusso, il Guru, dalla morte del gemello Fabrizio aveva cominciato a lottare contro il declino, incassando pure altri colpi come il furto dei suoi oltre 30 mila dischi. 

Eppure, nonostante la brutta piega presa nella sua vita, Enrico Di Paolo aveva cercato di tenersi vivo continuando a stare in mezzo ai giovani, purtroppo in una città, L’Aquila, che non poteva smettere di amare ma che considerava ormai irriconoscibile non solo per gli sfregi del terremoto del 6 aprile 2009. 

Una città che lo aveva pure messo da parte.

E chissà se oggi, vedendola dalla sua consolle in Paradiso, dove in pochi possono permettersi di scatenare l’inferno, ha cambiato idea oppure no.