L’AQUILA – A fianco al fenomeno, sempre più preoccupante, di furti e rapine, all’Aquila negli ultimi mesi cresce quello del taccheggio nei supermercati, dove l’ultima insolita moda in fatto di ruberie sembra essere quella dei pinoli.

Non i beni alimentari di prima necessità come pane e latte, come ci si aspetterebbe, ma i semi di pino, comunemente usati in cucina, sono il prodotto più rubato degli ultimi mesi con destinazione Romania.
 
Un fatto anomalo e curioso che si spiega, oltre che per la crisi economica che attanaglia il Paese e il capoluogo abruzzese, anche per “l’alto costo dei pinoli: circa 4 euro per 50 grammi”, come spiega ad AbruzzoWeb Angelo Liberati, presidente della Federazione Italiana Dettaglianti dell’alimentazione del capoluogo e titolare del supermercato Conad in zona Torrione.
 
“Molti rumeni li rubano per rivenderli nel loro Paese, dove c’è un mercato fiorente – afferma – Sottraggono questi prodotti nei supermercati in Italia e li portano in Romania, dove riescono a guadagnare bene dalla loro vendita”.
 
I proprietari dei punti vendita del capoluogo sono costretti ad adottare misure sempre più drastiche per tutelarsi e difendersi dal fenomeno del taccheggio in città: insieme ai pinoli, infatti, i prodotti più rubati sono quelli di igiene personale, soprattutto lamette da barba e ricambi, e gli alcolici, classico trend che non conosce cali.
 
E così le bottiglie finiscono in vetrina, sotto chiave, proprio come in gioielleria e i prodotti da profumeria diventano veri e propri sorvegliati speciali.
 
“Abbiamo dovuto chiudere gli alcoolici più costosi come champagne, rum e whisky dentro alcuni armadietti. Se un cliente vuole acquistarli deve chiedere a un addetto che provvede ad aprire e a prendere la bottiglia in questione – prosegue Liberati – Inoltre, siamo stati costretti a spostare lamette e ricambi davanti alle casse, così da poter controllare meglio e arginarne i furti”.
 
Un fenomeno, quello del taccheggio, che si affianca  a quello della criminalità sempre più incalzante all’Aquila, con furti e rapine ai danni soprattutto degli esercizi e delle gallerie commerciali.
 
“A fine anno le mancanze inventariali dovute ai furti che prima si attestavano intorno all’1% ora sono all’1,8 – spiega ancora il presidente Fida – Cerchiamo di fare il possibile per mettere riparo al problema che sembra, però, non volersi arrestare”.
 
Anche la Camera di commercio del capoluogo si è mobilitata in tal senso con una bando per contribuire all’acquisto e all’installazione di sistemi di videoallarme e videosorveglianza antirapina per  le micro e piccole imprese della provincia.
 
“Il termine delle domande è scaduto il 16 ottobre scorso, ma hanno aderito solo una ventina di aziende – afferma Celso Cioni, direttore regionale di Confcommercio – Abbiamo già chiesto di rifinanziare nuovamente le aziende per questi tipi di servizi anche il prossimo anno. Invitiamo le aziende a dotarsi il più possibile di sistemi di sorveglianza, sempre più utili in questo momento di emergenza”.