L’AQUILA – I finanzieri del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di L’Aquila hanno eseguito un sequestro di beni immobili per un valore di 470 mila euro emesso dalla locale autorità giudiziaria nei confronti di tre soggetti, responsabili a vario titolo del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

La misura cautelare appena eseguita giunge al termine di complesse indagini di polizia giudiziaria svolte dai finanzieri del capoluogo abruzzese delegati dalla procura della Repubblica di L’Aquila, a seguito di alcuni avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una società edile rappresentata da un noto imprenditore aquilano, Walter D’Alessandro.

Gli investigatori delle Fiamme gialle hanno accertato nel corso delle indagini come la società di costruzionisi fosse spogliata di parte dei beni aziendali attraverso operazioni simulate, in seguito all’emissione di atti di accertamento, al fine di vanificare le pretese erariali. 

Tutto questo sarebbe avvenuto per mano del legale rappresentante e in concorso con la ex consorte, Katia Baiocco, socio di maggioranza della società.

Più in particolare, gli asset aziendali erano stati trasferiti alla nuova compagna dell’imprenditore, Adriana Nedelcu, in forza di un titolo di credito creato ad arte in capo a quest’ultima.

La donna aveva chiesto ed ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti della società per il soddisfacimento del titolo; con l’esecuzione di tale provvedimento la donna era entrata così in possesso, in modo legittimo, dei predetti asset aziendali conferendoli, subito dopo, nel patrimonio di un trust amministrato dallo stesso imprenditore edile.

La descritta manovra elusiva aveva quindi reso inefficace la procedura di riscossione coattiva delle imposte.

Le investigazioni condotte dai finanzieri hanno però consentito di svelare la natura simulatoria del trust, denominato “Piermadama”, costituito lo stesso giorno di effettuazione del trasferimento, a favore della donna, dei predetti cespiti aziendali e sotto la direzione occulta dell’imprenditore.

I militari del nucleo di polizia tributaria, informata la locale autorità giudiziaria, hanno così ottenuto il decreto di sequestro dei beni immobili illecitamente trasferiti, per un valore di 470 mila euro.