L’AQUILA – Si spacca ulteriormente Forza Italia all’Aquila e, dopo la convocazione della conferenza stampa, in programma domani a Palazzo Margherita, il capogruppo al Consiglio comunale Daniele D’Angelo si sfila annunciando che non parteciperà.
“Non condivido i contenuti che verranno presentati e desidero sottolineare che guerre interne non giovano a nessuno tantomeno mi appassionano”, dice D’Angelo, passato a Forza Italia ad agosto 2023 dopo essere stato eletto a giugno con L’Aquila al centro, civica in appoggio al sindaco di Fdi Pierluigi Biondi, prendendo 640 voti.
“Auspico unità e serenità all’interno del partito – sottolinea -, cresciuto appunto all’insegna della collaborazione tra individui. Resto pertanto al di fuori da scontri inutili pensando esclusivamente a lavorare per la città e la nostra montagna”.
Tema della conferenza, anche se non anticipato ufficialmente, la crisi interna a Forza Italia che ha scatenato un caos nella Giunta di centrodestra, guidata dal sindaco Biondi sulla posizione del presidente del Consiglio comunale Roberto Santangelo, messo all’angolo dal suo stesso partito – con il quale è stato eletto alle Regionali dello scorso marzo con circa 9mila voti – che continua a chiederne le dimissioni, per concentrarsi sul ruolo di assessore regionale al Sociale e alla Cultura, e lo scioglimento della sua lista civica L’Aquila futura.
Alla conferenza parteciperanno i principali protagonisti della rivolta: il vice segretario provinciale Giorgio De Matteis, il segretario comunale Stefano Morelli, il responsabile regionale dei dipartimenti Paolo Federico, sindaco di Navelli, insieme al gruppo consiliare di Fi al comune dell’Aquila, e l’assessore al Sociale Manuela Tursini.
L’evento arriva dopo il nuovo diniego di Santangelo, che avrebbe rifiutato di dimettersi nonostante la richiesta arrivata questa volta dal segretario regionale del partito, il deputato Nazario Pagano, sollecitato dai forzisti aquilani.
Ad oggi Santangelo non ha mai risposto pubblicamente agli attacchi, continuando a conservare entrambi i ruoli, forte del fatto che come presidente del Consiglio comunale è stato eletto all’unanimità e che per lui non sarebbe ipotizzabile una mozione di sfiducia.
La fronda aquilana comunque negli ultimi mesi non si è mai arresa tornando a chiedere le dimissioni dopo il caso esploso con il licenziamento da parte della Asl 1 di Manuela Tursini, che ha rinunciato ad un posto di dirigente scegliendo di rimanere assessore al Sociale.
Tursini, che parteciperà alla conferenza stampa di domani, è stata licenziata dopo aver chiesto l’aspettativa per conservare il posto di assessore. Un atto che non poteva essere concesso perché l’assessore è nominato e non eletto. A quel punto, davanti alla titubanza sulla scelta, la Asl ha firmato il licenziamento perché, per questioni di incompatibilità, l’assessore non può ricoprire anche l’incarico il dirigente. Circostanza che ha spinto infine Tursini ad impugnare il provvedimento.






