L’AQUILA – “La dichiarazione finale conferma che, a due anni dal lancio dell’Aquila Food Security Initiative, solo il 22 per cento dei 22 miliardi di dollari promessi sono stati realmente investiti”.
È quanto dichiara Luca De Fraia, vice segretario generale di ActionAid Italia commentando il vertice G8.
“È preoccupante che gli Otto Grandi non abbiano annunciato misure concrete per sborsare i fondi che ancora devono essere versati né si siano fatti portavoce di un’iniziativa urgente per frenare la crisi alimentare alle porte”.
L’Aquila Food Security Initative è stata lanciata in occasione del Vertice dell’Aquila del 2009.
L’Italia afferma di aver già versato circa l’80 per cento di quanto promesso.
In realtà si tratta di un risultato poco soddisfacente se si considera l’esiguo livello di impegni assunti dal nostro paese in campo Afs (428 milioni di dollari in tre anni) e i gravi ritardi in tema di sostegno allo sviluppo maturati dall’Italia negli anni (si pensi, ad esempio, all’assenza di finanziamenti al Fondo Globale e al solo 0,15 per cento del PIL investito in APS nel 2011).
“È necessario che il nostro governo adotti un’azione efficace in tema di lotta alla povertà, predisponendo un piano di rientro che riporti gli aiuti italiani in linea con gli obiettivi europei, ovvero lo 0,51 per cento del PIL entro il 2010 e lo 0,7 per cento entro il 2015”, afferma De Fraia.
La mancanza di adeguati livelli di spesa nell’aiuto pubblico allo sviluppo agricolo e in tema di sicurezza alimentare è solo una parte del problema.
È anche infatti necessario garantire l’efficacia degli aiuti, supportando i piccoli agricoltori (che rappresentano il 75 per cento del miliardo di affamati nel mondo) e l’agricoltura sostenibile, unico modello in grado di rispondere alle sfide del cambiamento climatico e al loro impatto sull’aumento della volatilità dei prezzi dei beni alimentari.





