L’AQUILA – Se la fibra ottica rappresenta il futuro delle città, gli ingegneri aquilani, per la propria, sono pronti a fare la loro parte offrendo un contributo tecnico, progettuale e gestionale di alto profilo.

“L’investimento che ha compiuto la Tim nel territorio è senza dubbio un buon punto di partenza, anche apprezzabile, ma non può rappresentare il traguardo di un percorso che va completato elevando il livello tecnologico oggi a disposizione proprio per consentire a L’Aquila di porsi all’avanguardia come merita”, spiega Sante Achille consigliere dell’ordine degli Ingegneri della provincia de L’Aquila e Componente del Direttivo e Responsabile della Comunicazione del Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione.

“Va sottolineato – riprendono gli ingegneri – che investimenti simili sono stati realizzati anche in altre città italiane, dove la fibra raggiunge le centrali, offrendo la tecnologia mista “Fttc“, ovvero la fibra che raggiunge gli armadi per poi proseguire con l’infrastruttura esistente in rame. Questa tecnologia però non può essere considerata all’avanguardia”. 

La precisazione degli ingegneri investe aspetti di carattere tecnico, poiché. a loro avviso,  è elevato il rischio che le tecnologie sino ad ora usate possano diventare in poco tempo obsolete: “Le velocità nominali, nonché teoriche, di 100 mega-bit al secondo saranno presto superate dagli eventi”. Basta guardare alle città più grandi: nelle metropoli come Roma e Milano sono già disponibili oggi velocità di 300 mega-bit al secondo. Impossibile per quelle più piccole, di media dimensione, seguire certi esempi? Affatto, sostengono gli ingegneri: “Attraverso una progettazione davvero all’avanguardia, supportata da una visione capace di proiettare la città nel futuro, L’Aquila può diventare un modello per il resto dell’Italia. Poter contare su infrastrutture ad altissima velocità capaci di raggiungere tutti gli abitanti e gli insediamenti produttivi consentirebbe di attrarre ulteriori realtà, catalizzando allo stesso tempo la nascita di start-up innovative e provocando un effetto virtuoso da un punto di vista economico e sociale”. 

Gli ingegneri sono pertanto pronti a fare la loro parte, a rimboccarsi le maniche e dare il proprio sostegno ad un progetto anche ambizioso ma decisivo alla stessa stregua della ricostruzione materiale e che richiede quindi l’attenzione di tutti gli operatori economici. “Auspichiamo quindi – conclude Elio Masciovecchio, presidente dell’ordine- la creazione di un tavolo di discussione sull’argomento finalizzato a porre le basi per la  rinascita complessiva della nostra città”.