L’AQUILA – Non tutte le complesse vicende urbanistiche dei cittadini del Comune dell’Aquila finiscono davanti ai giudici per l’immobilismo dell’amministrazione.
Ci sono due casi, infatti, in cui aquilani fortunati hanno visto risolte le loro problematiche grazie a varianti ad hoc al piano regolatore generale deliberate dal Consiglio comunale. E tutto questo in tempi non sospetti, cioè prima del sisma del 6 aprile 2009.
Episodi che vanno considerati vere rarità rispetto alla marea di situazioni che, di solito, vanno a finire diversamente: con il ricorso al Tar dei proprietari e la nomina di un commissario per sbrogliare la matassa.
I due casi risolti con mossa politica sono stati segnalati dall’assessore regionale alla Pianificazione Gianfranco Giuliante che, sulla questione dell’urbanistica e delle aree bianche a vincolo decaduto, ma non solo, ha intrapreso un’aspra battaglia.
Una guerra che conduce sia con l’amministrazione comunale di centrosinistra, sia con il dirigente regionale del suo stesso settore, Francesco D’Ascanio, commissario delle aree bianche in molti casi e accusato di triplice conflitto d’interesse, vista anche la sua attività di professionista.
È una battaglia non solo tecnica, ma anche politica, dato che D’Ascanio è politicamente legato a Giorgio De Matteis, vice presidente del Consiglio regionale e probabile candidato sindaco dell’Aquila nel 2012, ipotesi lanciata ieri da AbruzzoWeb che Giuliante vede come il fumo negli occhi.
A Giuliante ha replicato l’assessore all’Urbanistica del Comune dell’Aquila Roberto Riga, che ha ricordato come, ai tempi della gestione amministrativa del centrodestra, con il settore retto dal dirigente della Provincia Franco Bonanni, definito da Riga “uomo di fiducia di Giuliante”, sulla situazione aree bianche c’era il “Far West”.
I DUE CASI
La deliberazione del Consiglio comunale riportata alla luce da Giuliante risale al 16 febbraio 2009 mentre l’assemblea decisiva si era svolta il 22 gennaio precedente, con l’approvazione delle due proposte, con 20 voti favorevoli e cinque astenuti.
Alcide Capannolo ha chiesto e ottenuto che due aree di 550 e 350 metri quadrati destinate a “zona di completamento delle frazioni”, quindi edificabili, separate da un’area agricola di rispetto ambientale di 430 metri quadrati, venissero accorpate in un’unica, grande area costruibile di 900 metri quadrati.
Carolina Galieti, invece, come amministratore della società Maia Srl, proprietaria di due particelle, ha chiesto e ottenuto un diverso assetto della destinazione d’uso di una delle due, destinata parte a verde pubblico (ma oggi a vincolo decaduto), parte a completamento del capoluogo, quindi edificabile.
A causa di un traliccio Enel che rendeva impossibile costruire sulla fascia di rispetto, la proprietà ha richiesto di scambiare la parte edificabile delle due particelle e il Comune ha detto sì.
GIULIANTE: SONO PIU UGUALI DEGLI ALTRI?
Sarcastico il commento di Giuliante. “La totalità dei cittadini – ricorda – è costretta a fare ricorso al Tar, ad aspettare che venga nominato un commissario e che quest’ultimo prenda iniziativa, prima che siano risolti i loro guai di urbanistica. Per due cittadini particolarmente fortunati, invece, nei primi giorni del 2009 le aree verdi sono state fatte diventare edificabili e viceversa”.
“Il Comune – insiste l’assessore – non fa varianti per nessuno, sta consentendo lo scempio della città con i commissariamenti in massa, visto che si potrebbe costruire per milione di metri quadri e stanno saltando tutte le regole. Ma due cittadini ‘più uguali degli altri’, come direbbe George Orwell, ottengono norme ad hoc. È una situazione che grida vendetta”.
RIGA: ”CON IL CENTRODESTRA C’ERA IL FAR WEST”
“Siamo lieti che l’assessore regionale Gianfranco Giuliante ci accusi di fare il nostro dovere”.
Risponde così l’assessore all’Urbanistica del Comune dell’Aquila Roberto Riga alle accuse lanciate dall’esponente del Popolo della libertà.
Il riferimento di Giuliante è a due pratiche licenziate dal Consiglio comunale riguardanti altrettante situazioni di trasformazioni di terreni con destinazione a verde in aree edificabili.
“Non entro nel merito delle due delibere approvate poche settimane prima del sisma del 2009 dal Consiglio comunale, dietro richiesta di due ditte o cittadini. Evidentemente – sottolinea Riga – l’assemblea ha ritenuto quelle istanze dotate di fondamento e chi ha intenzione di formulare delle eccezioni può rivolgersi alle autorità competenti”.
“Mi permetto, invece, di intraprendere un discorso generale sulle aree a vincolo decaduto – aggiunge – problematica che questa amministrazione ha affrontato a gennaio di due anni fa, dopo un quarto di secolo di assoluto immobilismo”.
“Un immobilismo particolarmente marcato nella precedente amministrazione di centrodestra – ricorda Riga – dove, peraltro, l’assessore all’Urbanistica era proprio una persona di fiducia di Gianfranco Giuliante (il riferimento è al dirigente della Provincia dell’Aquila Francesco Bonanni, ndr)”.
“Ed è grazie al lavoro effettuato nel corso di questo mandato che, per il futuro, non ci saranno più commissariamenti, ma il fenomeno delle cosiddette aree bianche potrà essere gestito sulla scorta di regole ben precise, quelle che saranno dettate sulla scorta degli indirizzi che noi abbiamo fornito a gennaio 2009, ponendo fine a un vero e proprio Far West. Una situazione di anarchia – attacca ancora Riga – che Giuliante e i suoi non hanno mai avuto la capacità di risolvere”.
“Pertanto, piuttosto che lanciare accuse infondate su questioni di cui la sua parte politica dovrebbe assumersi la responsabilità, l’assessore regionale si rendesse disponibile a un confronto istituzionale con il Comune e gli altri soggetti interessati alla questione – conclude l’assessore – Potrebbe venir fuori un’ipotesi ulteriormente migliorativa di quella già approvata dal Consiglio comunale su proposta dell’attuale amministrazione. A tutto vantaggio dei cittadini e dell’ente”.



