L’AQUILA – Ancora polemiche sul futuro della facoltà d’Ingegneria dell’Università dell’Aquila.

Dopo che, a seguito di furiose critiche, il direttore amministrativo dell’Ateneo, Filippo Del Vecchio, ha paventato il rischio di un trasferimento fuori città qualora non si trovi una nuova sede adeguata, ieri l’arcivescovo metropolita del capoluogo, monsignor Giuseppe Molinari, ha invitato tutti, senza fare fazioni, ad abbandonare le polemiche e impegnarsi per tenere in città la facoltà.

Oggi il gruppo di contestatori del rettore, Ferdinando di Orio, capeggiato dal “picconatore” Sergio Tiberti, docente di Medicina, scrive al presule per rassicurarlo e chiarire la situazione.

La scorsa settimana lo stesso gruppo di docenti, che comprende anche Marco Valenti e Pierluigi Beomonte Zobel, in un infuocato incontro con la stampa ha chiesto l’intervento della magistratura ordinaria e contabile sul caso dell’affitto siderale pagato dall’Ateneo per ospitare Ingegneria nel capannone ex Optimes, nel nucleo industriale di Pile.

Per gli insorti, il rischio del trasferimento è una “bufala colossale” lanciata dallo stesso Del Vecchio per sparigliare le carte “in una incauta conferenza stampa”, quella di replica alle loro accuse.

Già che ci sono, i contestatori ne approfittano per far conoscere anche all’arcivescovo le loro velenose frecciate contro di Orio: “una oligarchia autoreferenziale si è arroccata e determina scelte non condivise sul futuro dell’Ateneo”, tuonano.

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA

Eccellenza, come professori universitari aquilani ci sentiamo pienamente coinvolti dal suo autorevole richiamo, reso pubblico dai mezzi di informazione.

Proprio per poter recuperare in pieno il senso vero e profondo del suo messaggio, è opportuno sgombrare il campo da quello che appare un equivoco creato ad arte dalla governance universitaria aquilana.

La storia del “trasferimento” di Ingegneria è, ci consenta il linguaggio colloquiale, una bufala colossale messa in campo dal pro-rettore e dal direttore amministrativo in una incauta conferenza stampa, su input del rettore che ha parlato in Senato di bando “regionale”, altrettanto incautamente.

La vicenda è rientrata in Consiglio di amministrazione, dove è stata ricondotta a ragionevolezza parlando nella peggiore delle ipotesi (cioè di un molto improbabile sfratto dalla sede ex- Optimes) di soluzioni nel territorio del Comune dell’Aquila: non mancavano il 6 aprile 2009, non mancano ora.

In tal senso, vogliamo rassicurarla, per quel poco che ci compete, che non esiste alcuna volontà di dispersione e deprivazione della città dell’Aquila, cui siamo orgogliosi di appartenere come figli e come cittadini, e che non c’è alcun rischio reale che Ingegneria vada via dall’Aquila.

Ciò che ha letto sulla stampa in questi giorni non è polemica sterile.

Si tratta del necessario richiamo alle regole di correttezza procedurale, amministrativa e gestionale previste dalla legge del nostro Paese, operato da un gruppo di professori universitari profondamente a disagio nei confronti di una gestione dell’Ateneo che da ben prima del terremoto abbiamo giudicato poco adeguata, e che a nostro modesto giudizio ha finito per allontanare l’Università dal corpo vivo della città.

Concordiamo con lei, Eccellenza, che occorre l’impegno comune delle persone di buona volontà per centrare l’attenzione sulle questioni importanti, e per farlo occorre che ciascuno, per la propria parte, si possa sentire protagonista e coinvolto.

Questo oggi, Eccellenza, non accade all’Università dell’Aquila, dove una oligarchia autoreferenziale si è arroccata e determina scelte non condivise sul futuro dell’Ateneo, rifiutando ogni apertura di tipo “democratico” e consultivo verso il corpo accademico e il personale, e limitando notevolmente le voci non allineate della componente studentesca (potrà averne conferma dai giovani delle liste di ispirazione cattolica).

Noi crediamo nella necessità di un urgente avvicendamento e di un cambio di passo e di indirizzo, e crediamo che questo nostro impegno conduca verso la direzione che Ella ha così autorevolmente indicato.

ARTICOLI CORRELATI:

L’ARCIVESCOVO: ”BASTA POLEMICHE, IMPEGNO PER FACOLTA D’INGEGNERIA”