L’AQUILA – “Sono libero ma sto compilando gli ultimi documenti per la scarcerazione”.

Sono le prime parole rilasciate ad AbruzzoWeb da Luca Cocciolone, l’aquilano arrestato nell’ambito dell’operazione “Chamaquito” dei carabinieri che ha portato all’arresto di 6 persone con 44 indagati.

Cocciolone al momento non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni, riservando i commenti ai suoi legali Isidoro Isidori e Antonio Valentini.

Da quanto si è appreso, la decisione è arrivata a opera del giudice per le indagini preliminari Marco Billi dopo che gli avvocati hanno fornito chiarimenti nel corso dell’interrogatorio. Resta tuttavia la misura dell’obbligo di firma nei suoi confronti.

In carcere restano Luis Carlos Diaz, 29 anni, dominicano, residente all’Aquila, ritenuto l’anima dell’organizzazione; Rocio Primavera Recio Perez, domiciliata a Brescia, 20 anni; Disla Flerida, 49 anni, residente all’Aquila; Luis Miguel Gomez Castillo, 37 anni, arrestato in provincia di Avellino e Juan Bautista Davila Montilla, 45 anni, residente a Roma.

L’operazione, denominata “Chamaquito” (in italiano “ragazzino”, dal soprannome di uno dei corrieri utilizzati), è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Fabio Picuti mentre gli arresti sono stati firmati dal giudice .

Il traffico era imperniato sull’arrivo della droga dalla Repubblica Dominicana all’Aquila, anche se le sostanze stupefacenti transitavano in una base logistica a Roma, presso un bed&breakfast collocato in prossimità della stazione Termini.

Nell’inchiesta sono indagati anche nove aquilani e un romano mentre il resto (35) tutte persone di nazionalità dominicana. (s.cia.)