L’AQUILA – “I dipendenti del ministero dei Beni e delle attività culturali d’Abruzzo (Mibac) parteciperanno allo sciopero generale proclamato per il prossimo 28 giugno, con assemblea del personale”.
Ad annunciarlo è il segretario regionale Fp-Cisl, Elvezio Sfarra, che sottolinea le motivazioni dello stato di agitazione.
“È importante che il personale abbia deciso di far sentire la propria voce – sottolinea Sfarra – visti i ritardi nei pagamenti degli emolumenti relativi ai turni effettuati dai lavoratori, a cui si somma il rischio di chiusura, nei giorni festivi, dei maggiori monumenti e siti archeologici presenti in Abruzzo e in tutta la nostra Penisola”.
“Il ministero dei Beni culturali deve trovare le necessarie risorse e firmare il relativo accordo che consenta al personale di custodia Mibac di poter lavorare anche oltre il 50 per cento delle giornate festive, in un intero anno – spiega – Condizione questa, alla quale i lavoratori hanno già aderito dando la loro disponibilità alla copertura di tutti i giorni festivi necessari, a patto che gli stessi vengano ovviamente retribuiti”.
“L’apertura festiva dei monumenti e dei siti archeologici è condizione necessaria e imprescindibile per consentire ai turisti stranieri, ma anche a tutti i cittadini italiani, di conoscere l’immenso patrimonio storico-artistico-culturale del Paese – spiega. È fondamentale – aggiunge il segretario Fp-Cisl – porre nuova attenzione sui beni culturali e ambientali, vista la valenza economica che tale comparto può esprimere. La nostra regione, in particolare, è ricchissima di beni culturali e artistici peraltro inseriti in un ambito territoriale di grandissimo fascino, che non sfugge all’attenzione dei visitatori e che può rappresentare un’occasione turistica ancora da tutta da esplorare, in una regione vocata, per sua natura all’accoglienza”.
“Occorre, tuttavia, aumentare le risorse e improntare una nuova politica di sviluppo e valorizzazione del nostro patrimonio – conclude – che dovrebbe vedere protagonista sia il ministero dei Beni culturali che la Regione Abruzzo e tutti gli enti locali e le associazioni che possono lavorare in sinergia per consentire una migliore fruizione del territorio. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe stato il nostro Paese qualora i noti sprechi perpetrati nel corso dei decenni fossero, invece, stati utilizzati per una seria politica di salvaguardia, tutela e valorizzazione. Alla luce di ciò è urgente spostare l’attenzione su questi temi, sul consumo del territorio, la salvaguardia e l’attenzione massima a tutto ciò che è cultura”.





