L’AQUILA – Quale sarà il destino politico di Giorgio De Matteis, vice presidente del Consiglio regionale e consigliere comunale all’Aquila dopo aver perso il ballottaggio per la poltrona di sindaco alla guida del suo laboratorio politico trasversale “L’Aquila città aperta”?

Rumors sempre più insistenti parlano di un suo rientro ufficiale nelle file dell’Unione di centro. Lui dichiara che “c’è un’alta attenzione di Pier Ferdinando Casini su di me”.

Dall’altra parte, però, da quanto si apprende il segretario Udc Lorenzo Cesa non ne sa nulla e il consigliere d’amministrazione Rai e leader regionale Rodolfo De Laurentiis non ne sarebbe troppo felice.

De Matteis nell’Udc c’è stato fin dalla nascita nel 2002, proveniente dal Ccd-Cdu, e lo ha lasciato nel 2006 dopo una lite proprio con Casini per aderire inizialmente all’Italia di mezzo, il movimento di centro ideato dall’allora segretario della Vela e amico di Gdm Marco Follini, prima che un anno dopo quest’ultimo entrasse tra i fondatori del Partito democratico.

Troppo a sinistra per Gdm, che così è confluito nel Movimento per le autonomie, diventando nel tempo uno dei tre vice segretari nazionali dello schieramento dell’ormai ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. Ruolo in cui è stato riconfermato nel congresso dello scorso luglio, quando al vertice sono subentrati Agazio Loiero e Giovanni Pistorio.

Una riconferma, quella di De Matteis come numero 2 del partito, che è stata tenuta del tutto nascosta a livello locale. Comprensibile, visto che nel corso della campagna elettorale di aprile e maggio aveva già decretato la fine sostanziale della sua esperienza Mpa, “dei simboli non m’importa, contano il progetto e le persone”.

Tant’è vero che nell’assemblea civica aquilana il gruppo degli autonomisti non esiste più e si è trasformato in quello griffato “L’Aquila città aperta”, che ha visto la naturale adesione dello stesso principale rappresentante.

Ecco perché, guardando alle elezioni regionali e politiche in arrivo, non ci vuole troppo per affermare che De Matteis cerca casa. Ad AbruzzoWeb ha già detto che la formula applicata per le elezioni aquilane è ripetibile in Abruzzo, senza far mistero che colloqui con altri esponenti del Consiglio regionale siano già in corso, eccome.

Non solo. Ai microfoni di questo giornale non ha fatto mistero che questa movimentazione potrebbe sfociare benissimo in una sua candidatura autonoma alla presidenza della Regione, al di là di quello che farà Gianni Chiodi.

E fino a qui il ragionamento fila: a livello nazionale, infatti, lo sbocco naturale per un’impostazione del genere potrebbe essere proprio l’Udc, visto che il segretario Cesa è stato uno dei grandi sponsor dell’iniziativa per le amministrative aquilane.

Cesa che a febbraio disse “De Matteis perché no, ma ci sono anche altri”, a marzo era più sicuro, “è la persona giusta”, ad aprile lo sosteneva in pieno, “fa scelte e ha coraggio”.

Quale miglior modo per dissipare  i dubbi sul possibile, clamoroso ‘come back’ nella Vela che non chiedere direttamente all’interessato?

“Un mio rientro nell’Udc? C’è un’alta attenzione da parte di Casini verso di me. Ma questo non vuol dire che io rientri nel partito. Decideremo in seguito cosa fare”.

Questa la dichiarazione di Gdm a un cronista di questo giornale a margine di una conferenza stampa. Che apre scenari inediti.

Da un lato, perché secondo la vulgata anche un furibondo litigio con Casini è stato alla base della fuoriuscita di qualche anno fa. Poi le cose si sono rasserenate, tanto che l’ex presidente della Camera è venuto ben due volte a sostenerlo in campagna elettorale.

Ciò non toglie che i rapporti siano ancora da tarare: basti pensare a quando, nel corso di un evento elettorale, i cronisti hanno chiesto se l’Udc potrebbe essere il futuro partito di De Matteis e Casini ha risposto con un ecumenico “Pace e bene!”, dileguandosi.

Dall’altro lato la dichiarazione di De Matteis stupisce perché, secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, di questa rentrée che avrebbe una “alta attenzione” di Casini, il già citato Cesa stavolta non ne sa nulla, così come a cadere dalle nuvole è il principale esponente Udc in Abruzzo, De Laurentiis.

Consigliere d’amministrazione Rai, un ruolo ritenuto “tecnico” ma che non gli impedisce di fare politica attiva sul territorio, anzi, De Laurentiis non ha storicamente buoni rapporti con Gdm, nonostante abbia comprensibilmente smentito durante la campagna elettorale, facendo “buon viso”.

E lo scenario diventa ancora più complicato con il tesseramento bloccato, che impedisce quindi nuovi ingressi formali nel partito, in vista del congresso previsto questo stesso mese, da cui tra l’altro De Laurentiis potrebbe essere incoronato coordinatore regionale.

Anche perché se davvero rientro ci fosse e poi l’Udc percorresse un’alleanza a livello nazionale con il Partito democratico di Pierluigi Bersani e magari a sorpresa Sinistra ecologia libertà di Nichi Vendola, De Matteis avrebbe solo due possibilità.

Ingoiare il boccone amaro e accettare il quadro, rischiando però di minare la sua base elettorale che è per lo più di centrodestra. Oppure fuoriuscire ancora una volta.

BOCCA CUCITA PER GDM

Parlando con AbruzzoWeb, De Matteis non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul suo possibile rientro all’interno dell’Udc.