L’AQUILA – “Mancando una visione d’assieme e un’idea di città da ricostruire, ogni ipotesi di destinazione del distretto militare o della scuola De Amicis può essere rispettabile o discutibile e pertanto, riguardando il futuro della città, un po’ di chiarezza e di condivisione non guasta”.

Questo il commento del segretario dell’Italia dei valori dell’Aquila, Lelio De Santis, dopo l’annuncio dell’avvio delle procedure di appalto per gli interventi di ricostruzione di importanti strutture pubbliche nell’area di San Bernardino, fatto ieri dal sindaco Massimo Cialente e dagli assessori comunali Vladimiro Placidi e Piero Di Stefano.

“Un fatto certamente importante – scrive in una nota – da salutare con favore, ma che merita qualche approfondimento sulle modalità di intervento e sulla destinazione d’uso futura, per esempio, della scuola De Amicis, che appaiono incerte o contraddittorie”.

“Penso – prosegue – che prima di decidere di appaltare un’opera, il Comune abbia visionato un progetto esecutivo con la previsione della destinazione d’uso, ma a giudicare dalle diverse ed estemporanee idee espresse dal sindaco e dagli assessori, ho forti dubbi e mi auguro, quindi, che si apra un confronto nel merito prima nelle sedi istituzionali e poi con le forze sociali e culturali per capire come sarà fra 3 anni quel pezzo di centro storico. C’è bisogno di una decisione motivata, condivisa e pertinente, che non può assumere da solo il sindaco o qualche assessore”.

“Personalmente – conclude De Santis nella nota – dubito che sia utile spendere 16 milioni per ricostruire la scuola De Amicis lì dov’era ed avere il massimo della sicurezza antisismica e, soprattutto, esprimo la ferma contrarietà a fare proprio lì un altro centro commerciale, di cui la città non ha bisogno, che sarebbe un pugno allo stomaco degli aquilani e che non ci azzecca nulla con L’Aquila, città di arte  e di cultura”.

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