L’AQUILA – “Avevamo già i nostri bei problemi di parcheggio con il Campo federale, adesso con le giostre non manca niente: le auto sono tutte qui, bloccate in un costante ingorgo favorito anche dalla strada stretta in cui è concentrato tutto il traffico, con buona pace di chi ci abita”.
Tornano a protestare i residenti di via Lanciano, all’Aquila, a seguito dell’installazione del nuovo Luna park in un’area inadeguata, come già evidenziato in precedenza, adiacente allo stadio, poco distante dal cimitero monumentale e dalla caserma dei Vigili del fuoco, recintata e con un solo cancello di accesso, con conseguenti preoccupazioni relative alla sicurezza.
Ma i problemi arrivano da lontano come spiega, in rappresentanza del Comitato spontaneo dei residenti, l’avvocato Massimiliano Di Francesco: “Le criticità vanno avanti da tempo e sono state puntualmente segnalate al Comune che non ha fatto nulla”.
“Circa un mese fa, grazie alla collaborazione del presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari, abbiamo avuto un incontro con l’assessore Vito Colonna e con un esponente della società che attualmente gestisce il campo federale. In quell’occassione l’assessore si era impegnato a partecipare alle spese, insieme alla società, per la creazione di un piccolo parcheggio intorno al campo per decongestionare il traffico e lasciare libero il passaggio lungo via Lanciano. Ovviamente, come è chiaro, non è stato fatto niente”.
Non solo: “come se non bastasse, 15 giorni dopo l’incontro sono state autorizzate anche le giostre. A questo punto, ringraziando sentitamente per l’impegno, i residenti mi riferiscono che non disprezzerebbero le dimissioni dell’assessore”.
“Ci sono intere giornate in cui per i residenti è impossibile parcheggiare – aggiunge Di Francesco – Il campo funzniona a pieno regime con tante partite anche durante la settimana e ora anche le giostre che vanno ad incidere ulteriormente sulla viabilità. L’ultimo episodio ieri pomeriggio, quando è stato necessario l’intervento della polizia municipale per regolare il traffico”.






