L’AQUILA – “Nelle ultime settimane l’edificio terremotato che si trova tra via Paganica e via Collepietro è diventato una sede di spaccio, attività che viene portata avanti da un manipolo di ragazzi extracomunitari, a qualsiasi ora del giorno e della notte. La zona in questione è diventata letteralmente il covo di tali individui. Hanno trincerato le transenne della via utilizzando delle lastre di compensato per impedire ai passanti di vedere le loro attività, hanno divelto il portoncino di un palazzo su via Collepietro, portoncino che era stato precedentemente sigillato mesi fa”.

A lanciare l’allarme, con una lettera anonima inviata a diversi giornali, dei residenti che hanno denunciato la “gravissima” situazione nel Quarto di Santa Maria Paganica all’Aquila.

Qui, da giorni, alcuni uomini sono penetrati in alcuni palazzi abbandonati forzando un portone prima su via Collepietro, e, più di recente, sono saliti ai piani superiori di palazzo Baroncelli Cappa, edificio che ospitava alcuni uffici e anche il Muspac, museo sperimentale d’arte contemporanea, che dopo il sisma ha trasferito la propria attività in una struttura a via Ficara, nella zona Ovest.

Tre sere fa, riporta Il Centro, la zona di via Paganica è stata controllata dalle pattuglie dei Carabinieri, mentre due giorni fa la strada è stata circondata dalle macchine di Polizia e Carabinieri, con alcuni agenti che entravano nel palazzo per effettuare un controllo. Purtroppo, il “servizio di vigilanza” esterno da parte degli occupanti abusivi è riuscito ad allertare gli occupanti, tanto che i cittadini hanno fatto in tempo a notare alcuni uomini che sono riusciti ad allontanarsi, usando probabilmente varchi tra gli appartamenti dello stesso aggregato.

Aggregati transennati – in attesa di una riparazione a ormai 15 anni dal terremoto – in cui ancora oggi compaiono i cartelli della zona rossa istituita immediatamente dopo il sisma del 2009. Tra l’altro, se il palazzo è inagibile, le norme della zona rossa vieterebbero anche allo stesso proprietario di frequentare una casa classificata come tale.

“Gli occupanti – raccontano i residenti – piantonano costantemente la via, utilizzando passamontagna sul volto e sfrecciando su monopattini”.

Una situazione insostenibile, con i residenti che si dicono esasperati e spaventati. I due interventi degli ultimi giorni ieri non sono i primi che avvengono nella zona. Già il 14 marzo scorso c’era stato un primo controllo che non aveva portato a nulla.