L’AQUILA – Dopo le proteste e le segnalazioni “interne” i circa 30 dipendenti dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale dell’Aquila passano alle vie di fatto per denunciare le condizioni, ormai invivibili, in cui sono costretti a lavorare visto che, dal maggio del 2009 per l’inagibilità della sede causata dal terremoto del 6 aprile 2009, gli uffici languono ancora dentro tre container.
Il sindacato Uil, su mandato dei rappresentanti sindacali dell’Ater, ha infatti presentato un esposto indirizzato all’Ufficio prevenzione e sicurezza del lavoro della Asl, all’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) e ai Vigili del fuoco per chiedere di verificare se negli uffici insediati nei container non vengano violate le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nelle sedi di lavoro.
Oggi i dipendenti Ater hanno deciso di dire basta e, dopo ripetuti allarmi lanciati nel corso degli anni denunciano quello che sembra più un inferno che la sede di un ente che, ironia della sorte, si occupa di abitazioni.
Oltre alle autorità competenti, il segretario provinciale Uil-Fpl, Simone Tempesta, chiama in causa direttamente anche l’amministratore unico dell’azienda, Piergiorgio Merli, il direttore generale, Venanzio Gizzi, e il responsabile del servizio prevenzione e protezione delle Ater nazionali, Antonio Di Cello.
Per i dipendenti la situazione è diventata insostenibile andando avanti da quasi quattro anni: nel documento si pone l’accento, infatti, su condizioni di estrema precarietà, tra sbalzi di temperatura e infiltrazioni.
“Quella che doveva essere una sistemazione provvisoria post-sisma – si legge nel documento in possesso di AbruzzoWeb – si sta trasformando in definitiva: iniziano a verificarsi infiltrazioni di acqua, sbalzi di temperatura, instabilità dei locali, inadeguatezza dei servizi igienici, spazi sempre più angusti di lavoro, rumorosità oltre alla presenza a brevissima distanza di un’antenna ripetitore di telefonia mobile”.
L’organizzazione sindacale sollecita gli enti preposti a intervenire per verificare “l’agibilità, la salubrità e l’affidabilità” dei tre locali adibiti a ufficio di via Monte Velino, all’incrocio con via Aldo Moro e l’eventuale violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nelle sedi di lavoro. (red)



